“Il giardino dei ciliegi”, Borghesi rilegge Cechov e parla di coppia

29 Ottobre 2018

AVEZZANO. «Oh! Infanzia, purezza mia! Dormivo in questa stanza, di qui guardavo il giardino, e tutte le mattine la felicità si svegliava con me! Ed è rimasto com’era, uguale, intatto! Bianco! Tutto...

AVEZZANO. «Oh! Infanzia, purezza mia! Dormivo in questa stanza, di qui guardavo il giardino, e tutte le mattine la felicità si svegliava con me! Ed è rimasto com’era, uguale, intatto! Bianco! Tutto bianco!l giardino dei ciliegi». Così Anton Cechov nel “suo” “Il giardino dei ciliegi”, titolo mutuato da Nicola Borghesi per la sua piéce cui aggiuge il sottotitolo “Trent’anni di felicità in comodato d’uso”, spettacolo particolarissimo che andrà in scena domani, ore 21, al teatro dei Marsi di Avezzano, ideazione e drammaturgia della compagnia bolognese Kepler-452, con Annalisa e Giuliano Bianchi, Paola Aiello, Nicola Borghesi, Lodovico Guenzi, produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione. A firmare la regia dunque Nicola Borghesi, giovane rivelazione del teatro italiano, fondatore della compagnia Kepler-452, che anche in questa piéce gioca con le problematiche del nostro tempo intrecciandole con storie comuni e portandole sul palco insieme ai protagonisti che le hanno realmente vissute.
Lo spettacolo nasce dall’incontro tra i componenti di Kepler-452 (Nicola Borghesi, Paola Aiello ed Enrico Baraldi) con due personaggi “immaginari” realmente esistenti, Giuliano e Annalisa Bianchi, ossia Ljuba e Gaev. Nel dramma Anton Cechov immagina che in un anno non definito di fine Ottocento il giardino dei ciliegi di Ljuba e Gaev, proprietari terrieri nella Russia prerivoluzionaria, vada all’asta per debiti insieme alla loro casa. Ad acquistarlo è Lopachin, ex servo della gleba arricchitosi dopo la fine della schiavitù, rampante rappresentante della borghesia in ascesa. Il centro del dramma è la scomparsa di un luogo magico, profondamente impregnato delle vite di chi lo abita, che in questa rilettura dell’opera di Cechov diventa il luogo della coppia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.