Il giovane Zhu vincitore del 57° Premio Paganini

30 Ottobre 2023

Accardo presidente della giuria, il maestro abruzzese Carusi direttore artistico del prestigioso concorso

GENOVA. Il giovane violinista tedesco Simon Zhu è il vincitore della 57ª edizione del prestigioso Concorso Internazionale di Violino Paganini, svolto sotto la presidenza di Giovanni Panebianco e la direzione artistica del maestro abruzzese Nazzareno Carusi. A dichiarare la vittoria, la giuria presieduta da Salvatore Accardo –primo violinista in assoluto ad aggiudicarsi il Premio Paganini nel 1958 – e composta da Ilya Grubert (vincitore del Concorso nel 1977), Michael Guttman, Régis Pasquier, Christopher Reuning, Maxim Vengerov e Reiko Watanabe. «Iniziano ora per Zhu 70 concerti, nei più prestigiosi teatri nazionali e internazionali, che porteranno il nome di Paganini e di Genova ovunque in Italia e nel mondo. «Ho presieduto le giurie di tanti concorsi internazionali, ma a mia memoria non ricordo un livello artistico così alto come è stato per questa edizione del Paganini. È un merito straordinario del direttore artistico Nazzareno Carusi, che ha presieduto le cinque preselezioni in tutto il mondo dei trenta candidati giunti poi a Genova per partecipare al concorso», il commento a caldo del maestro Accardo. I tre finalisti si sono esibiti con l’Orchestra del Carlo Felice diretta per l’occasione da Michele Gamba in un teatro gremito di pubblico, proprio nel giorno di nascita di Niccolò Paganini. Il programma musicale prevedeva una doppia esecuzione con Paganini e un altro concerto scelto dai concorrenti tra i numerosi previsti dal bando di partecipazione. Simon Zhu ha eseguito il Concerto n. 1 di Paganini e Brahms. Jingzhi Zhang ha optato per il Concerto n. 2 di Paganini e Ciaikovskij, autore quest’ultimo scelto anche da Qingzhu Weng che ha eseguito il Concerto n. 1 di Paganini. «La nobiltà emotiva e di espressione del Concerto di Brahms e il funambolismo tecnico, mai però distante dalla musica, del Primo Concerto di Paganini», ha sottolineato il maestro Carusi, «hanno dimostrato che Simon Zhu meritava pienamente l’assegnazione di un premio tanto leggendario, cui seguirà una serie di oltre settanta concerti. La sua vittoria è una bellissima notizia per il mondo della musica e una grande gioia per tutti noi».