Il grande Gullotta apre la stagione con Pirandello

2 Novembre 2019

LANCIANO. Un autore Premio Nobel, Luigi Pirandello, un grande attore di teatro, cinema e televisione, Leo Gullotta: si alza con queste credenziali il sipario sulla XXII Stagione di prosa del Fenaroli...

LANCIANO. Un autore Premio Nobel, Luigi Pirandello, un grande attore di teatro, cinema e televisione, Leo Gullotta: si alza con queste credenziali il sipario sulla XXII Stagione di prosa del Fenaroli di Lanciano realizzata con i Teatri Riuniti d’Abruzzo del direttore artistico Federico Fiorenza.
Questa sera alle 21 “Pensaci Giacomino”, testo pirandelliano riletto drammaturgicamente da Fabio Grossi che ne cura anche la regia, aprirà l’anno. La messa in scena è dalla Compagnia Enfi del Teatro Stabile di Catania e lo spettacolo ha registrato il tutto esaurito da tempo e tale è stata la richiesta da rendere necessaria una anteprima ieri.
“Pensaci Giacomino” nasce in veste di novella nel 1915 per poi avere la sua prima edizione teatrale nel 1917. Tutti i ragionamenti, i luoghi comuni, gli assiomi pirandelliani sono presenti in questa opera.
Un testo di condanna di una società becera e ciarliera, dove il gioco della calunnia, del dissacro e del bigottismo è sempre pronto ad esibirsi. Nonostante la distanza temporale che ci separa dalla sua prima edizione, il testo evidenzia in maniera profetica i paradossi esistenziali dell'individuo e le ancora attuali difficoltà che scaturiscono dalle sentenze intransigenti della società.
La storia racconta di una fanciulla che, rimasta incinta del suo giovane fidanzato, non sa come poter portare avanti la gravidanza. Il professore Toti, interpretato da un superlativo Leo Gullotta, è il personaggio fondamentale che, con il suo agire, regala la speranza agli spettatori che esistano ancora valori morali ed etici. Toti pensa di poter aiutare la ragazza chiedendola in moglie e potendola poi così autorizzare a vivere della sua pensione il giorno in cui lui non ci sarà più.
Naturalmente la società civile si rivolterà contro questa decisione anche a discapito della piccola creatura che nel frattempo è venuta al mondo. Finale pirandelliano pieno di amara speranza dove il giovane padre prenderà coscienza del suo essere uomo, del suo essere padre e andrà via da quella casa che lo tiene prigioniero, per vivere la sua vita con il figlio e con la giovane moglie.
«Il successo che questa stagione teatrale sta riscontrando già al botteghino in termini di abbonamenti e biglietti dimostra quanta sete di cultura ci sia in città», osserva l’assessora alla Cultura di Lanciano Marusca Miscia, «e quanto il teatro Fenaroli sia spazio privilegiato di divulgazione del sapere, dove la cultura si genera, si racconta, si celebra, dove, per dirla con le parole di Federico Garcia Lorca, la poesia esce da un libro per farsi umana. Va in questa direzione la scelta di affidare agli studenti degli istituti superiori la gestione degli incontri con le varie compagnie che si terranno nell'ambito del laboratorio "Dietro il sipario": saranno i ragazzi a “condurre” il gioco della conoscenza delle vite e delle storie dei più grandi attori della ribalta nazionale che solcheranno il palcoscenico del Fenaroli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA