Il jazz di Piero delle Monache conquista la Turchia

22 Giugno 2016

Concerto nella capitale turca per il musicista pescarese e la sua band

PESCARA. Il pescarese Piero Delle Monache alla conquista della Turchia. Insieme al suo quartetto suonerà nell’Istituto italiano di cultura di Istanbul che promuove una rassegna concertistica nel Teatro della Casa d’Italia sito nella storica città porta d’oriente. Giovedì 23 giugno con Piero saliranno sul palco Giovanni Ceccarelli al pianoforte, Tito Mangialajo Rantzer al contrabbasso e Alessandro Marzi alla batteria.

«La mia musica deve molto a quella afroamericana», afferma Delle Monache, sassofonista pescarese, tra i migliori Under35 europei, «ma si sta sviluppando in una dimensione personale, dove si incontrano elettronica, strumenti etnici e un che di cinematografico. Non mancano influenze orientali. Lo stesso Marzi, batterista, amico e collega da anni suona da sempre gli Zildjian, i famosi piatti fatti proprio in Turchia».

La stessa formazione, sempre capitanata da Delle Monache, si è esibita anche in tournée in Africa, ormai 3 anni fa, per un giro di concerti promosso da Fondazione Musica per Roma e il Ministero degli Esteri. Aurum è il titolo dell’album registrato subito dopo il rientro in Italia per l’etichetta Parco della Musica di Roma. Omaggio alla città dannunziana e in un certo senso richiamo all’Età dell’oro e a qualcosa di prezioso in senso lato, il disco mette insieme composizioni originali suonate col cuore, tanta maestria e un’immancabile dose di improvvisazione.  

Organizzato in collaborazione con il Cidim - Comitato Nazionale Italiano Musica - presieduto da Lucio Fumo, questo concerto rientra in una rassegna dedicata al jazz nostrano. Tra gli artisti abruzzesi che si sono esibiti finora, anche Bepi D’Amato con Tony Pancella e Gianluca Esposito con il suo gruppo.  

«Sono contento», ha affermato Fumo, patron del Pescara Jazz, «di poter spingere musicisti validi come Piero, che ho visto letteralmente crescere, non solo musicalmente. Il Cidim, che ho l’onore di presiedere, mi offre l’occasione di diffondere nel mondo alcuni esempi della migliore musica italiana».