Il Leone alla carriera a Sigourney Weaver, eroina senza tempo

L’iconica Ellen Ripley di “Alien” premiata dalla Biennale Il direttore Barbera: «Premio alla capacità di reinventarsi»
Sarà la determinata e carismatica attrice americana Sigourney Weaver a ricevere il Leone d’oro alla carriera dell’81ª Mostra internazionale del Cinema di Venezia, in programma dal 28 agosto al 7 settembre.
Settantaquattro anni splendidamente portati, l’attrice ha lavorato con i più grandi registi contemporanei, da Woody Allen, che l’ha diretta in una piccola parte in Io e Annie, al James Cameron del blockbuster Avatar, e soprattutto al Ridley Scott di Alien, per cui Sigourney è stata la tostissima Ripley. A decidere il premio è stato il Cda della Biennale, presieduto da Pietrangelo Buttafuoco, che ha accolto la proposta del direttore della Mostra, Alberto Barbera.
Attrice iconica, tra le più versatili della sua generazione, Weaver è stata tre volte candidata all’Oscar (per Alien, Gorilla nella nebbia e Galaxy quest) e sette volte al Golden Globe, vinto con una doppietta nel 1989: come migliore attrice di film drammatico per il ruolo di Dian Fossey in Gorilla nella nebbia di Michael Apted e come migliore attrice non protagonista per Una donna in carriera di Mike Nichols, diventando la prima in assoluto ad aggiudicarsi due “globi” nello stesso anno. Protagonista per Ivan Reitman nella saga Ghostbusters, per Ang Lee in Tempesta di ghiaccio e per Polanski in La morte e la fanciulla, di recente ha interpretato con grande ironia se stessa nella quarta stagione della serie francese Chiami il mio agente.
Ora non nasconde la soddisfazione per questo Leone d’Oro alla carriera. «Sono davvero onorata», sottolineava ieri dopo l’annuncio. «Questo premio è un privilegio che condivido con tutti i registi e i collaboratori con cui ho lavorato nel corso degli anni. Accetto con orgoglio questo riconoscimento, che celebra anche tutti coloro che hanno dato vita a questi film».
Il Leone d’Oro alla carriera, sottolinea il direttore Alberto Barbera spiegando le motivazioni, «è il riconoscimento a una star che ha saputo costruire ponti fra il cinema d’autore più sofisticato e i film che dialogano con il pubblico in forma schietta e originale, senza mai rinunciare ad essere se stessa». Come preziosa e carismatica musa per i più apprezzati registi, sottolinea Barbera, l’attrice è «figura complessa, talvolta contradditoria, sempre autentica. Dotata di un grande temperamento, capace di muoversi con delicatezza ma senza fragilità, ha imposto un'immagine di donna sicura e determinata, dinamica e tenace, non senza lasciar trapelare, con sfumature sempre diverse, una sensibilità femminile di intenso magnetismo». «Ha poche rivali un'attrice del calibro di Sigourney Weaver», conclude il direttore della Mostra del Cinema. «Forte di un'importante formazione teatrale, ha conquistato il grande pubblico cinematografico con Alien di Ridley Scott, diventando in breve figura emblematica degli anni Ottanta, nel corso dei quali ha coniato l'immagine di un'eroina senza precedenti per il genere d'azione, capace di reggere vittoriosamente il confronto con i modelli maschili che fino a quel momento avevano dominato nel cinema epico e avventuroso».