Il Ligabue di Diritti e il genio Marie Curie con l’incognita virus

5 Marzo 2020

L’emergenza coronavirus fa navigare a vista anche l’intera catena dell’industria cinematografica – produttori, distributori, esercenti – col rinvio sine die di tanti film annunciati nelle due ultime...

L’emergenza coronavirus fa navigare a vista anche l’intera catena dell’industria cinematografica – produttori, distributori, esercenti – col rinvio sine die di tanti film annunciati nelle due ultime settimane. Era in dubbio fino al momento di andare in stampa, ieri sera, se le sale cinematografiche sarebbero rimaste aperte oggi e nei prossimi giorni.
In trionfo alla Berlinale con l’Orso d’argento al suo prodigioso interprete Elio Germano, Volevo nascondermi è il quarto lungometraggio del bravissimo Giorgio Diritti. Che 43 anni dopo lo sceneggiato tv (uno dei capolavori Rai) di Salvatore Nocita, con l’indimenticabile Flavio Bucci, racconta nuovamente la diversità, la vita disgraziata e l’arte irripetibile di Antonio Ligabue, figura fondamentale e fuori schema della pittura non solo naïf.
Dopo la morte della madre emigrata in Svizzera, il Toni viene affidato a una coppia svizzero-tedesca, ma i suoi problemi psicofisici lo porteranno all’espulsione. Viene mandato a Gualtieri, in Emilia, luogo d’origine del presunto padre. Qui vive per anni in estrema povertà sulle rive del Po finché lo scultore Mazzacurati (Pietro Traldi) lo incoraggia a sviluppare il talento per la pittura. Accanto a Germano, Ligabue è interpretato anche da Oliver Ewy e Leonardo Carrozzo, rispettivamente il Toni ragazzo e bambino.
Tra biopic e film storico Marie Curie di Marie Noëlle, con Karolina Gruszka interprete della geniale fisica e chimica di origine polacca Marie Sklodowska, pioniera nello studio della radioattività, premio Nobel 1903 e 1911. La sua vita è consacrata alla ricerca scientifica insieme al marito Pierre Curie (Charles Berling), fino alla sua accidentale morte nel 1906. Rimasta sola con due figlie piccole, Marie deve lottare per trovare il suo posto e il riconoscimento del suo lavoro da parte di una comunità scientifica maschile e conservatrice. Inoltre la relazione con il matematico Paul Langevin (Arieh Worthalter) provoca uno scandalo. Marie si batte però con energia per affermare il diritto delle donne alla pari dignità nel contesto maschile (ieri come oggi) dell’università e della scienza. Fonderà l’Istituto Curie, ancora oggi il più importante centro francese di ricerca.
Per gli amanti dell’horror nuovo capitolo della saga The Grudge di Nicolas Pesce. In una cittadina americana la poliziotta Mandy (Andrea Riseborough), indagando su un caso complicato visita una casa maledetta. Vi abita uno spirito maligno e vendicativo arrivato negli Usa dal Giappone, e tutte le persone ospiti di quelle mura diventano vittime della sua fame di morte.
Il documentario di Simone Amendola Nessun nome nei titoli di coda è il ritratto di Antonio Spoletini, collaboratore storico di Federico Fellini. Dagli anni Cinquanta Antonio e i 4 fratelli hanno trovato i volti giusti per il grande cinema italiano e internazionale. Oggi l’82enne Antonio Spoletini è ancora titolare della più famosa agenzia di casting che opera a Cinecittà. Picciridda - Con i piedi nella sabbia di Paolo Licata, dall'omonimo romanzo di Catena Fiorello (Giunti), parla di emigrazione e del legame tra donne di diverse generazioni. Negli anni Sessanta sull'isola di Favignana l'11enne Lucia (Marta Castiglia) vive in un villaggio di pescatori con la nonna Maria (Lucia Sardo), dopo che i genitori sono emigrati in Francia in cerca di lavoro. La bambina non sa spiegarsi perché la nonna la tratti in modo brusco e andrà alla ricerca della verità. In Sola al mio matrimonio, della regista belga Marta Bergman, la giovane rom Pamela (Alina Serban) vive con la nonna (Viorica Tudor) e la sua bimba di pochi mesi alle porte di Bucarest. Sogna una vita migliore e, conosciuto Bruno (Tom Vermeir) grazie a un’agenzia matrimoniale on line, parte per il Belgio per raggiungerlo.
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