Il mondo è a colori solo con le droghe per il Beautiful Boy

13 Giugno 2019

Del cineasta indie Jarmusch I morti non muoiono, una metafora zombie del nostro mondo

La lotta di un padre disposto a tutto per salvare il figlio dalla droga viene raccontata in Beautiful Boy, film del regista belga Felix Van Groeningen. Il bellissimo ragazzo del titolo (che richiama una canzone di John Lennon) è il 18enne Nicolas Sheff, interpretato con sensibilità da Timothée Chalamet (l’Elio di “Chiamami col tuo nome”).
Nicolas è tutto quello che un genitore spererebbe: bravo a scuola, bello, buono, intelligente, ama i libri e la musica, il teatro e lo sport. Insomma, un figlio modello, kalòs kai agathòs. Ma, c’è un ma grande così. Da anni Nic sperimenta le droghe e da qualche tempo ha provato la metamfetamina che, dice, gli fa vedere il mondo a colori anziché in bianco e nero. Suo padre David (un intenso Steve Carell), giornalista di Rolling Stone, lo ha cresciuto con amore con la seconda moglie, l’artista Karen (Maura Tierney). Nic vorrebbe venirne fuori, ma non ci riesce. Il suo calvario investe tutta la famiglia, soprattutto quel padre che lotta disperatamente per aiutare il figlio. Storia vera, tratta dai libri “Beautiful Boy” di David Sheff e “Tweak” di suo figlio Nic, oggi 36enne.
Dopo aver aperto il 72° Festival di Cannes arriva in sala il nuovo film del campione del cinema indie Jim Jarmusch, l’ironica commedia horror I morti non muoiono, metafora zombie del nostro mondo, con tante citazioni per la goduria dei cinefili e una sfilza di star amiche nel cast: Adam Driver, Selena Gomez, Bill Murray, Steve Buscemi, Tilda Swinton, Chloë Sevigny, Iggy Pop, Tom Waits, RZA. L’abuso delle risorse del pianeta, con la perforazione della calotta polare, ha provocato lo spostamento dell’asse terrestre, invertendo giorno e notte. Nella quieta cittadina di Centerville, Ohio, appena 700 anime, gli orologi non funzionano più, gli animali mostrano strani comportamenti e iniziano a circolare spaventose notizie su morti che escono dalle tombe e si nutrono dei vivi.
Habitué di Cannes è il sulfureo e sadico Gaspar Noé, argentino da anni in Francia, provocatorio autore di lavori perturbanti, e per molti irritanti, come i controversi “Carne”, “Irréversible”, “Love”. In questo suo Climax siamo a metà anni Novanta: ballerini urbani francesi prima di partire per gli Stati Uniti si riuniscono per una prova di tre giorni in un collegio in disuso nel cuore di una foresta in pieno inverno. Niente cellulari, né internet. Alla fine delle prove si fa festa. Ma nella grande ciotola di sangria è stata sciolta, a loro insaputa, una sostanza stupefacente. Rapidamente l'atmosfera diventa elettrica e inquietante, e in una sorta di delirante trance si scatena un vortice di follia e orrore. Colonna sonora dance e cast di ballerini-attori: Sofia Boutella (“La mummia” e “Atomica bionda”, già nel corpo di ballo di Madonna), Romain Guillermic, Souheila Yacoub, Kiddy Smile, Claude-Emmanuelle Gajan-Maull, Giselle Palmer, Taylor Kastle.
Tra le novità odierne Il grande salto, opera prima dell’attore Giorgio Tirabassi, anche interprete con Ricky Memphis. Sono rispettivamente Rufetto e Nello, piccoli delinquenti che hanno appena scontato 4 anni di carcere per un colpo andato male. I due, che vivono in un quartiere periferico di Roma, non demordono e progettano una rapina che dovrebbe farli svoltare. Nel cast Marco Giallini, Lillo, Valerio Mastandrea, Gianfelice Imparato, Paola Tiziana Cruciani, Salvatore Striano.
Infine Blue my mind - Il segreto dei miei anni della regista svizzera Lisa Brühlmann. Alla fine delle vacanze estive la 15enne Mia (Luna Wedler) trasloca coi genitori alle porte di Zurigo. Da sempre a disagio in famiglia tanto da pensare di essere stata adottata, Mia vive l’adolescenza in modo selvaggio. Il suo corpo inizia a mutare, all’inizio impercettibilmente, poi in modo più radicale. Disperata, cerca di distrarsi con sesso e droghe, ma la natura segue il suo corso, trasformando Mia in una creatura fantastica.
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