Il Natale di Rosati fra Dickens e Matteo Salvatore

19 Dicembre 2014

L’attore e regista mette in scena uno spettacolo itinerante fra Caramanico, Collecorvino e Pescara

PESCARA. E' all'insegna del Natale che l'attore abruzzese Federico Rosati esordisce alla regia, portando in scena lo spettacolo teatrale “Io canto il Natale... tra Charles Dickens e Matteo Salvatore”, da domani fino a lunedì 22 dicembre in tour in alcuni fra i luoghi più suggestivi d’Abruzzo. Di origini ortonesi, Rosati ne ha fatta di strada da quando nel 2002 fu interprete di “Paz”, il film dedicato alla figura di Andrea Pazienza per la regia di Renato De Maria; una strada puntellata dagli studi di doppiaggio e recitazione in giro per l'Italia, da importanti esperienze attoriali nel cinema, in televisione e nella produzione indipendente di cortometraggi. Fino a oggi, tempo in cui l'attore raggiunge la maturità professionale per cimentarsi alla regia.

“Io canto il Natale” sarà inscenato, domani alle ore 20.30, a Caramanico Terme nel chiostro dell'ex convento delle Clarisse; a seguire domenica 21 dicembre, sempre alle 20.30, a Collecorvino nella sala consiliare della chiesa di Sant'Andrea Apostolo; e infine lunedì 22 dicembre alle ore 21 a Pescara, nell'auditorium del Museo d'arte moderna Vittoria Colonna. «E’ uno spettacolo», racconta Rosati, «che unisce, in un connubio suggestivo, i vertici di lirica bellezza espressi da Charles Dickens e Matteo Salvatore». Dalla dolente umanità di Scrooge del “Canto di Natale” dickensiano, all'attualità delle canzoni del cantautore pugliese, quello di Rosati è un viaggio carico di suggestioni, colori e storie senza tempo, ma che vuole essere anche uno “studio” sulla miseria e sull'altezza dell'anima umana, nel momento dell'anno in cui è più intenso il bisogno di raccoglimento. «Sarà uno show multiforme», prosegue Rosati, «in grado di catturare la platea, di diffondere lunghe onde emotive all’interno di costruzioni sonore molteplici, che partono da antichi spartiti della tarantella garganica, per deformarli con ritmi contemporanei». L'interprete sarà affiancato dai musicisti Federico Ciancabilla, Javier Salnisky, Giuseppe Iubatti e Jorge Rho. Da sottolineare la cura delle scenografie, affidate a Tonino Caputo, già scenografo di Carmelo Bene. «Scenografie», conclude Rosati, «che con la loro potenza evocativa caleranno il pubblico in un'atmosfera di magica rarefazione, in un'ambientazione che esula da ogni tempo e da ogni luogo. Ma che possiamo individuare facilmente come eterno luogo dell'anima di ogni singolo spettatore».

Federica D’Amato

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