Il nuovo Rischiatutto batte tutti Fazio: è uno spasso

24 Aprile 2016

ROMA. «Rischiatutto è il gioco più semplice e più bello della storia della televisione». Così Fabio Fazio a Rainews24 all'indomani della seconda serata del programma che, venerdì su Rai1, ha...

ROMA. «Rischiatutto è il gioco più semplice e più bello della storia della televisione».

Così Fabio Fazio a Rainews24 all'indomani della seconda serata del programma che, venerdì su Rai1, ha registrato 7.204.000 telespettatori e il 28,82% di share, con picchi di 8.171.000 telespettatori e del 38,24% di share. «Di Mike Bongiorno», ha detto ancora Fazio, «cerco di imitare la serietà e la professionalità, ma bisogna evitare di farne la copia. Eppure è difficile dire le cose in modo diverso da come le diceva Mike, perché quel gioco ha codificato delle espressioni che sono entrate nel nostro linguaggio. Per questo anche i giovani, che non lo hanno mai visto, lo riconoscono come familiare. Ieri mia figlia, che ha sette anni, mi ha detto: quando torni a casa, giochiamo a Rischiatutto».

«Ci siamo divertiti tutti, noi a farlo ed il pubblico a vederlo ed il nostro scopo è molto semplice è quello di far divertire il pubblico», ha detto ancora il conduttore-. Sono state due sere in cui amici e colleghi hanno proprio giocato al Rischiatutto e poi il grande giocatore, il grande campione Fiorello che accetta di far parte di questo gioco, di mettersi al serviziale programma con entusiasmo e con la generosità che ha avuto ovviamente è stato importante».

Nella puntata di venerdì (dopo quella di giovedì che ha visto in gara personaggi dello spettacolo come Fabrizio Frizzi e Maria De Filippi e campioni di Rischiatutto degli anni Settanta, come l’abruzzese Giuliana Longari e Andrea Fabbricatore,) il programma è entrato nel vivo con la prima vera partita con i nuovi tre concorrenti: Stefano Orofino, professore di filosofia e storia della provincia di Cosenza, sul filo del rasoio ha vinto la gara, conquistando un montepremi di 132mila euro su una serie di quesiti riguardanti la finale di Champions League 1996 vinta dalla Juventus.

Ci hanno pensato Fazio e il suo ospite Fiorello a stemperare la tensione dei giocatori e portare leggerezza fra gag con la materia vivente, immobile come un fermo immagine, e un botta e risposta sulle domande del tabellone. Lo showman invitato alla serata ha inaugurato il suo ritorno in tv con un monologo in cui ha ironizzato sul passare del tempo e sulle nuove generazioni della dirigenza Rai, non risparmiando il direttore generale Campo Dall'Orto («Uno coi capelli lunghi e giovane come lui un tempo davanti a Viale Mazzini lo arrestavano») e neppure il presidente del consiglio («Mediaset sta preparando la nuova edizione della Ruota della Fortuna: lo presenta un ex concorrente, che ha avuto successo ed è diventato un uomo di spettacolo, Matteo Renzi»). Quindi Fiorello ha raggiunto Fazio al centro dello studio per un duetto di imitazioni, un incontro surreale fra due «Mike» a confronto.

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