Il pescarese Phebo: un nuovo singolo e la finale del Premio Mia Martini 2022

Disponibile in tutti gli store digitali, la canzone unisce il rap alla melodia dolce Il cantautore premiato per il Miglior brano sociale al Roma Video Clip 2022
PESCARA. Disponibile su tutti gli store digitali La storia del tempo perduto (edizioni Starpoint e Keep Hold), il nuovo brano di Phebo. Il cantautore pescarese, al secolo Tiziano Finarelli, conferma il suo potenziale creativo, fatto di scelte melodiche e testuali mai banali con questa canzone dalle atmosfere nostalgiche e ricche di speranza. Il brano, scritto e composto da Phebo con la collaborazione di Florentina Ungureanu, Francesco Vidoni, Pasquale Mammaro e Andrea Fresu, sarà in finale alla prossima edizione del Premio Mia Martini 2022.
Quasi in continuità col singolo dello scorso anno, Sogna anche tu (premiato come Miglior brano sociale 2022 nella rassegna Roma VideoClip) Phebo affronta il tema di una vita da colorare costantemente con entusiasmo e passioni da portare avanti. Questa volta, però, si sofferma sull'esigenza di provare a recuperare un modo di vivere che oggi sembra lontano. Con un invito ad andare oltre la nostra esistenza fatta di inutili apparenze, in cui rischiamo di perderci, Phebo canta la voglia di perdersi, al contrario, in un mondo fuori dal tempo comune. Un mondo in cui si riesca a sognare di volare, senza rincorrere sempre quello che non ci appartiene: la felicità è già in ciò che abbiamo. «Dopo Sogna anche tu», spiega, «sentivo l'esigenza di cantare ancora qualcosa che scavasse nel profondo dell'animo. Così, come il filosofo Heidegger distingueva tra la vita autentica dell'essere e la vita inautentica dell'esistere e dell'apparire, mi piaceva sottolineare l'attualità di questo argomento, più che mai oggi. La storia del tempo perduto è un confronto tra un tempo passato, più sociale, e quello di adesso, più social. Volevo raccontare l'abuso che facciamo di questi, dove i contatti vengono scambiati per amici e si perde la vera interazione».
Introdotto una delicata melodia, Phebo unisce il rap delle strofe alla dolcezza armonica del ritornello per raccontare una storia che ha il profumo di una favola. «È la storia che parla di un tempo dove tutto era rosa, dove tutto era bello. C'eran fiori dovunque e bambini a giocare, eran tutti felici, era un tempo migliore. Ci son stato lì dentro, in quel tempo perduto e non sai quanto, amore, io ti c'avrei voluto», recitano così le prime strofe. «Anche se ormai lavoro a Roma da tempo», spiega il cantautore, «sono cresciuto a Pescara e devo ai miei zii (Lino Febo, chitarrista e cantante, e Silvio Febo fisarmonicista, entrambi turnisti) la passione per la musica».