Il Premio Vasto celebra la Pop Art italiana

Da oggi in mostra a Palazzo D’Avalos le opere di Rotella, Gilardi, Adami e altri esponenti del movimento degli anni ’60
Rende omaggio alla Pop Art italiana la 52esima edizione del Premio Vasto che si può visitare da oggi (l’inaugurazione è fissata alle 19) fino al 6 ottobre a Palazzo D’Avalos a Vasto. La mostra “SuperPop 20/21”, curata da Lorenzo Canova, presenta le ricerche degli artisti italiani legati al contesto della Pop Art prendendo le mosse, nel percorso espositivo, da “Archeologia” di Emilio Tadini del 1969, conservato nella Collezione “Premio Vasto”. Questa edizione è dedicata all’avvocato Roberto Bontempo, presidente e fondatore del Premio Vasto scomparso un anno fa ed il percorso si snoda intorno a una selezione di artisti che hanno partecipato alle 51 edizioni precedenti.
Nelle sale della residenza marchesale sono esposte le opere di Mimmo Rotella, precursore della Scuola di Piazza del Popolo e dell’area della Pop romana, Franco Angeli, Umberto Bignardi, Marisa Busanel, Mario Ceroli, Claudio Cintoli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Bruno Mancinotti, Titina Maselli, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Mario Schifano, Cesare Tacchi, Gino Marotta. Ci sono inoltre i “milanesi” come Valerio Adami, Enrico Baj, Paolo Baratella, Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini. Rappresentano il movimento per le città di Torino, Bologna e Firenze, invece, Piero Gilardi, Ugo Nespolo, Concetto Pozzati, Gianni Bertini, Umberto Buscioni, Gianni Ruffi fino a Nanni Balestrini.
“SuperPop 20/21” si ispira al Superman metafisico dipinto da Tadini, ma allude anche al superamento dei confini della Pop internazionale da parte di questi artisti scelti dal curatore in quanto legati al Premio Vasto e, allo stesso tempo, capaci non solo di trasformare la quotidianità in arte come i maestri stranieri Warhol e Lichtenstein, ma anche di creare una nuova, ricercata e colta fusione di riferimenti alla storia dell’arte classica riletta e interpretata. Il titolo della mostra allude pure alla volontà di oltrepassare i tradizionali limiti cronologici di una serie di esperienze solitamente circoscritte agli anni Sessanta.
La Pop Art ovvero l’Arte Popolare, si diffonde in Italia sulla scia delle esperienze d’oltreoceano, durante il cosiddetto boom economico, negli anni dello sviluppo dell’industria e del design, della crescita delle grandi città e dei consumi di massa favoriti anche dall’intensificazione della presenza di mass media come radio, cinema e televisione. L’innovazione e le ricerche degli artisti italiani esposti al D’Avalos proseguono, però, anche nei decenni successivi, in diversi casi addirittura fino al passaggio tra Ventesimo e Ventunesimo secolo. L’ingresso è gratuito.
SuperPop 20/21 si potrà visitare fino a fine agosto tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 24. In settembre sarà aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21. In ottobre le visite saranno possibili il martedì, mercoledì e giovedì dalle 10 alle 12, il venerdì dalle 16 alle 19 ed il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
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