Il Rifugio del Diavolo sugli altopiani del Parco

30 Marzo 2018

In giro per la Valle Cicerana all’ombra del Monte Turchio 

Durante l'inverno nel Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm) gli altopiani al di sopra dei 1500 di altitudine si colmano di neve. Raggiungerli a piedi o con l'aiuto delle racchette da neve, è sicuro e facile e permette di godere di una vista incredibilmente bella, incorniciati come sono da alte vette anch’esse bianchissime.
Tra queste il Monte Turchio, che è una bella montagna ai margini del Parco e nei miei ricordi di bambina ne era la porta d’entrata. Salendo a Pescasseroli dal Fucino lo si costeggia per tutto il tempo, fino ad arrivare al Rifugio del Diavolo da dove parte questa stupenda escursione a cui la neve regala un tocco di magia e mistero: percorreremo infatti un facile sentiero che costeggia l’altro versante del Monte Turchio e ci porterà in splendide vallate e grandissimi altopiani.
Parcheggiata l’auto nei pressi del Passo del Diavolo 1400m di altitudine, ci si avvia sul sentiero T1 che porta alla Valle Cicerana e omonimo rifugio. Il Monte Turchio si trova sulla destra e lo riconoscerete perché dalle sue pendici vedrete scendere molti escursionisti appassionati di sci di alpinismo. Noi invece calziamo le ciaspole e cominciamo a camminare il sentiero ufficiale del Parco. In realtà sul Monte Turchio, non essendoci sentiero, non è consentito salire: questa zona presenta infatti emergenze ambientali che riguardano la fauna selvatica protetta. Ma andiamo avanti, perché il paesaggio diviene subito interessante: verso sud le montagne del Parco si srotolano ad una ad una e la strada statale 83-Marsicana, che unisce i paesi più belli del Parco (Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Barrea e Alfedena), sembra dividere le vette orientali, massiccio del Monte Marsicano, da quelle più occidentali, le montagne di Pescasseroli e tutta la riserva integrale. Non si staccherebbero mai gli occhi da tanta bellezza e immensità: sono i dolci monti del Parco più antico d’Abruzzo. Il sentiero T1 è una facile carrareccia che dopo poco (circa 40 minuti) ci fa affacciare su una valle stupenda, larghissima e piena di insediamenti pastorali. Si tratta della valle della Cicerana con l’omonimo altopiano che d’inverno è bianchissimo, accecante, silenzioso e pieno di magia.
La stessa “magia” che negli anni ’60 fece abbattere la bellezza di 30 villini abusivi su 32, lasciandone due di cui uno è il bellissimo rifugio della Cicerana. In circa 1 ora 30 minuti si arriva al rifugio che si scorge su una lieve altura. Dal rifugio proseguiamo sul sentiero pianeggiante T5 che ci porta in breve al Campo Moricento e le sue foreste di faggi vetusti in circa 1 ora. La vasta e selvaggia “Selva Moricento” consta di 190 ettari dove la faggeta si sviluppa tra crinali montuosi e doline carsiche, con grotte e splendide radure, territorio di lupi e orsi. Questa foreste insieme ad altri 3 siti sono oggi Patrimonio dell’Unesco e il consiglio è leggerne qualcosa sul sito http://www.forestbeat.it e di farsi accompagnare dalle guide del Parco.
Il Parco offre suggestioni e sorprese ad ogni angolo ed è bene rispettare la natura, gli animali, le regole e il lavoro delle tante persone che cercano di mantenere i nostri gioielli intatti per un futuro migliore.
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