“Il Signor Dopodomani” è in cerca di vendetta

Al Teatro Studio di Treglio va in scena il pluripremiato monologo con Cutrupi del fumettista Loddo
TREGLIO. Al Teatro Studio di Treglio arriva “Il Signor Dopodomani - L’indicibile sproloquio di un condannato a vivere”. Lo spettacolo, scritto dal fumettista calabrese Domenico Loddo, interpretato magistralmente da Stefano Cutrupi e diretto con intelligenza da Roberto Zorn Bonaventura, sarà protagonista della stagione di Teatro Contemporaneo 2022/23 stasera e domani 31 marzo alle 21.
Prodotto dall’associazione messinese Teatro dei 3 Mestieri, lo spettacolo (già selezionato al Roma Fringe Festival nel 2019) è un monologo di grande impatto emotivo, denso di spunti e significati coinvolgenti, che mette al centro della narrazione l’amore e la ferocia di un innamorato che non riesce a dimenticare la sua amata ormai morta. Protagonista è un uomo in frac, interpretato da Cutrupi, che parla agli spettatori da un lontano luogo della sua memoria. «Anzi, non parla a noi, ma registra un messaggio per il suo grande amore, durato una eternità di soli tre anni, e mai più dimenticato», si legge nelle note di regia dello spettacolo.
Ada, la donna che amava , è andata via portando con sé la sua felicità. Gli ha lasciato soltanto un’audiocassetta prima di scomparire completamente e per sempre: in quella cassetta ci sono canzoni, voci e rumori dei loro anni insieme che testimoniano ciò che era stato il loro meraviglioso amore. Ascoltando ossessivamente il nastro, tra le note di Battiato, Fossati ed altri intriganti autori, l’uomo col vecchio frac non riesce a dimenticare e a vivere in serenità: il suo obiettivo, allora, è vendicarsi. Solo attraverso una vendetta «implacabile, feroce e definitiva», dicono sempre le note di regia, il protagonista potrà salvarsi dal suo immenso dolore. Stefano Cutrupi, nato a Reggio Calabria nel 1984, è l’unico e inimitabile interprete del monologo. Diplomato al Teatro Stabile di Trieste sotto la direzione artistica di Francesco Macedonio, l’attore ha avuto tra i suoi docenti grandi nomi del teatro italiano, come Riccardo Maranzana e Maurizio Zacchigna. Nel marzo del 2016 ha fondato a Messina l’associazione culturale Teatro dei 3 Mestieri, che opera presso l’omonima sede, di cui è direttore artistico e presidente. Tra i suoi ultimi spettacoli, ricordiamo “Scene con fermate” di Domenico Loddo, con la regia di Christian Maria Parisi e “Don’t Cry Joe” (2018) con testo e regia di Tino Caspanello.
Alla regia invece Roberto Zorn Bonaventura. Siciliano, dal 1996 ricopre vari ruoli tecnici negli allestimenti e nelle tournée ed è aiuto regista di artisti come Ninni Bruschetta e Massimo Romeo Piparo. Da oltre dieci anni fa parte dell’organizzazione dell’importante Festival di Santarcangelo dei Teatri, dedicato alle arti contemporanee. Nel 2015 ha vinto il premio produzione del Napoli Fringe Festival con “L’uomo a metà” di Giampaolo Rugo, con Gianluca Cesale. Collabora stabilmente con il regista cinematografico Francesco Calogero ed è proficuo autore di cortometraggi e documentari. Bonaventura conduce laboratori teatrali per il teatro e per l’università di Messina. Dal 2008 è direttore artistico del ForteTeatroFestival.