Il sipario del Marrucino si alza su amori e ironia tradimenti e verità

4 Dicembre 2018

Debutta il 5 gennaio con Pecci la stagione del teatro teatino In scena da Twain a Cervantes, Molière, Amoroso, Ovidio

CHIETI. «Nove spettacoli sostenuti da un filo conduttore legato all’ironia e all’amore». Federico Fiorenza, presidente dell’associazione Teatri Riuniti d’Abruzzo, sintetizza così il cartellone di prosa presentato ieri dal Teatro Marrucino di Chieti. «Un luogo particolare per tradizione, organizzazione e cura di ogni particolare», osserva Fiorenza, «dove gli artisti si esibiscono sempre volentieri. Un qualcosa che ha permesso, in tempi purtroppo ristretti, di allestire comunque un cartellone di assoluto spessore». La Stagione di prosa nella quale il presidente del Marrucino Cristiano Sicari sottolinea «le diverse note di modernità e di attenzione al rapporto di coppia» parte il 5 gennaio con “Il fu Mattia Pascal” interpretato da Daniele Pecci in una edizione asciutta ed incisiva del capolavoro di Pirandello attraverso un adattamento che ha il pregio di trasportare all’interno di ognuno intime sensazioni senza però intaccare la bellezza dell’opera.
Il 19 gennaio sarà la volta del recital a due voci “Il diario di Adamo ed Eva”, di Mark Twain, con Barbara De Rossi e Francesco Branchetti ad interpretare brillantemente i due protagonisti mostrando di divertirsi loro stessi in sintonia con l’ironia del grande autore americano e con attorno una magica atmosfera che scaturisce dalla presenza di due mimi e da un sapiente gioco di luci.
Il 26 gennaio appuntamento con il “Don Chisci@tte” di Nunzio Caponio, liberamente tratto dall’opera di Miguel De Cervantes e adattato in maniera comica, graffiante ma, soprattutto, estremamente attuale. Sul palco Alessandro Benevenuti e Stefano Fresi in un’analisi davvero inedita dei nostri tempi.
L’8 febbraio saranno Lello Arena e Giorgia Trasselli ad essere impegnati in una energica interpretazione di “Parenti serpenti” di Carmine Amoroso con la regia di Luciano Melchionna. Opera da cui è stato tratto un famoso film di Mario Monicelli girato a Sulmona e proposta nell’occasione all’insegna della vivacità e della dinamicità attorno a quell’accorata richiesta, rivolta ai figli, di prendersi cura dei genitori ormai anziani.
Il 23 febbraio in scena “Amici, amori, amanti, ovvero la Verità” di Florian Zeller con Pino Quartullo, Eva Grimaldi, Daniela Poggi ed Attilio Fontana, dove il classico tema del tradimento coniugale viene portato verso estreme conseguenze in un continuo scambio di ruoli. Un gioco di specchi che rimbalzano verità sorprendenti pur nascondendo la Verità che forse, spesso, è meglio non conoscere.
Il 9 marzo su il sipario con il “Misantropo” di Molière, con Giulio Scarpati e Valeria Solarino, dove viene messo in risalto l’aspetto del protagonista che si ostina ad amare la donna sbagliata, regina dei salotti. Una coppia impossibile al centro di una vicenda che è insieme dramma e commedia, in una girandola di tipologie che fanno affiorare i vizi dell’alta società.
Il 23 marzo è la volta di Sebastiano Lo Monaco e Marina Biondi ne “Il berretto a sonagli”, altro capolavoro di Luigi Pirandello, uno di quei classici destinati ad assumere nuova vita ogni volta che vengono riproposti, commedia dell’ipocrisia per eccellenza. Il 6 aprile, realtà mescolata alla finzione attraverso le “58 sfumature di Pino”, con Pino Insegno e l’attore teatino Federico Perrotta. In pratica, il racconto di una quotidianità vissuta attraverso gli occhi di un uomo che fa della sua vita un film, un viaggio tra pellicole famose, eccessi della televisione e confusioni dei mass media. La stagione del Teatro Marrucino si concluderà il 27 aprile con “Lettera d’Amore”, tratto dalle Herodies del poeta Ovidio. Con la regia di Danilo Proia, sarà Elisabetta Fimiano ad interpretare una donna che si aggira lungo lo spazio scenico nel ricordo dei suoi amori. Realmente esistiti o è la sua immaginazione a riempire la casa di uomini che l’hanno amata ? Sensuale nel suo elegante vestito, la protagonista ricorda i suoi eroi lontani nel tempo, uomini che forse ora non appartengono più nemmeno all’immaginario collettivo.
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