Il sogno di un’altra vita del Ragazzo di Capaci

4 Febbraio 2019

Roberto Melchiorre presenta il suo nuovo romanzo oggi alla scuola media Tinozzi di Pescara

C’è un dono, che pochi possiedono, a confine con il talento naturale e al quale è anche difficile dare un nome. Qualcuno ha coraggiosamente proposto di chiamarlo divulgatività: la quale non si identifica con la comunicativa, che ne è un addendo, nel senso che la prima presuppone la seconda, ma non viceversa. Cos’è dunque la divulgatività? E’ la attitudine plusvaloriale a trasmettere esperienze, e a vivificarle, in ciò; ed è pertanto una dote molto apprezzata soprattutto in docenti e scrittori. La possiede in sommo grado Roberto Melchiorre, che ne ha dato prova in vari suoi precedenti libri, molto apprezzati dalla critica e dalla alta tiratura in tutt’Italia, di sintesi e proposizione storica, soprattutto, in cui già metteva in luce una capacità narrativa che ha modo di esprimersi al meglio ne “Il ragazzo di Capaci” (La Spiga, 148 pagine, 7,90 euro) dedicato al nome del luogo reso dolorosamente epico dalla morte per tritolo, il 23 maggio del ’92, di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta.
Ne è protagonista Pietro, un ragazzo orfano che vive in un piccolo caseificio lì vicino, il quale vede levarsi in lontananza la vampa che segna l’esplosione dell’autostrada, attivata da un telecomando. Prova a chiedere, ma dallo zio – succube e passivo partecipe del contesto mafioso - non ottiene che minacce e botte. Tuttavia non desiste, Pietro, la voglia di capire è troppo forte; quel lampo gli ha anche illuminato un varco verso la stessa comprensione della sua vita e di ciò che l’affligge. Ringoia per un po’ la sua voglia di sapere, ma sente che nulla succede per caso: lui era lì per diventare testimone di un evento destinato a cambiare la storia dell’Italia, a mettere in luce dinamiche sommerse nei rapporti stato-mafia, quali il tempo rivelerà. Saranno l’amore di una ragazza, Rosa, e il disperato contributo di un vecchio maestro elementare che tutti credono pazzo, a fargli capire cos’è la mafia o meglio la relazione Stato-mafia, dandogli la definitiva forza di raddrizzare le spalle contro ciò che sino ad allora lo ha oppresso e di fuggire – non senza aver rischiato la vita anche lui - verso un mondo meno avvelenato, dove inseguire anche il sogno di riabbracciare una madre che credeva morta.
De “Il ragazzo di Capaci” Roberto Melchiorre parlerà con gli studenti delle medie oggi dalle 8.30 alle 12.30 alla scuola media Tinozzi di Pescara.
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