Il Vate e quel “volo” misterioso che non evitò la marcia su Roma

13 Agosto 2022

13 agosto 1922: D’Annunzio cade da un balcone prima di incontrare Mussolini Gelosia o complotto? La vicenda già ripercorsa in un libro diventa un docufilm

PESCARA. Dopo il volo su Vienna del 1918, d'Annunzio vola da una finestra del Vittoriale e (forse) cambia le sorti dell'Italia. Accadde oggi di cento anni fa e questa storia sarà raccontata in un docufilm per il quale si cercano attori per comporre il cast cinematografico.
Il 13 agosto 1922 Gabriele d'Annunzio, all'epoca 59enne, cadde misteriosamente da un balcone di Villa Cargnacco e andò in coma per una settimana. Fu rinvenuto quasi in fin di vita in un vialetto e, nell'immediato, curato in casa dagli amici medici: la notizia doveva restare segreta. Incidente casuale, malore o attentato? Fatto sta che due giorni dopo, il 15 agosto, d'Annunzio avrebbe dovuto incontrare in una villa in Toscana, anche qui in modalità riservata, uno scalpitante Benito Mussolini e Francesco Saverio Nitti, capo del Governo fino a due anni prima. La riunione aveva l'obiettivo di convincere il Duce a non marciare su Roma, evento che invece avvenne il 27 ottobre 1922. L'incidente domestico non finì lì. Sull'accaduto cominciò a indagare (segretamente, ovvio) il poliedrico e geniale commissario della Pubblica Sicurezza, Giuseppe Dosi, (Roma-Sabaudia 1891- 1981), che condusse un raffinato lavoro di intelligence, ricorrendo a travestimenti, stratagemmi e artifizi per conquistare la fiducia del Vate, poi secretato dal regime. I segreti di quella indagine, rivelati e ricostruiti nel libro Il Vate e lo sbirro di Ennio Di Francesco, pescarese di origini calabresi, classe 1942, già commissario di polizia e ufficiale dei carabinieri, diventeranno un docufilm con lo stesso titolo, ambientato negli anni '20, che sarà girato tra Pescara, il Viminale a Roma e il Vittoriale, per la regia di Silvano Console, pescarese, scrittore, documentarista e studioso dannunziano, ideatore del progetto realizzato per Best Service. Che rivela in anteprima aneddoti e curiosità nell'anno del centenario della caduta del Vate dalla finestra-balcone del Vittoriale poi fatta murare dal Poeta per farla scomparire alla vista dei curiosi: «Sembrava un banale incidente quella caduta di tre metri, ma d'Annunzio l'antifascista, che definì egli stesso "il volo dell'Arcangelo" fu rinvenuto quasi morente in un vialetto, con trauma cranico e fuoriscita di sangue e materia cerebrale dall'orecchio. Non fu trasportato subito in ospedale, ma curato in casa da clinici amici. Si ipotizzò che fu spinto da Luisa Bàccara, la compagna degli ultimi anni della sua vita, gelosa di altri amori del Vate. Ma molti ravvisarono il complotto, la volontà di escludere il Comandante, in quel periodo storico l'uomo più popolare d'Italia, dalla scena pubblica. Dosi conduce una indagine rocambolesca, conquista il Vate e redige un rapporto segreto con cinquanta foto allegate, che consegna ai superiori. Ma una copia la terrà per sé. Persino Nitti scriverà: “Se non fosse caduto e avesse incontrato Mussolini, la storia dell'Italia moderna avrebbe seguito un altro cammino”», conclude Console.
Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale: «Il film indagherà su un episodio mai chiarito, affascinante. Se quell'incontro ci fosse stato, d'Annunzio avrebbe di sicuro convinto Mussolini a non marciare su Roma». Lo storico Luciano Canfora, autore della prefazione del libro di Di Francesco con l'introduzione dell'ex capo della Polizia, Franco Gabrielli, sostiene: «Vicenda tutt'altro che trascurabile. Per Mussolini, d'Annunzio era un fastidioso concorrente».
I video storici contenuti nel movie, a metà strada tra fiction e documentario, sono tratti dall'archivio Rai, Istituto Luce e museo storico della polizia di Stato. Il Vate e lo sbirro che sarà trasmesso da Rai Documentari, ha il patrocinio del dipartimento nazionale di Pubblica sicurezza, Regione Abruzzo, Cna audiovisivi, Fondazione Vittoriale degli Italiani, Garda musei, comune di Gardone Riviera, Comune e Provincia di Pescara, Camera di commercio Chieti-Pescara. E oggi parte il casting per reclutare gli attori, nei diversi ruoli. «Ci sono molti ruoli da assegnare», spiegano Di Francesco e Console, «in particolare, oltre alla figura del Vate, cerchiamo un’attrice tra i 25 e i 30 anni per il ruolo della moglie di Dosi. E altri personaggi, dal capo della polizia, al luogotenente del Vate al giardiniere, alle sorelle Bàccara, ma anche comparse e generici». Gli interessati possono inviare il curriculum e due foto (primo piano e figura intera) all’indirizzo email: best.service@email.it specificando “Casting Il Vate e lo sbirro” e indicando anche nome, cognome, età, città di residenza.
Le riprese si svolgeranno dopo l’estate tra Pescara, Roma e Gardone Riviera, per la regia di Console con la collaborazione del giornalista e filmaker Sergio Sciarra.