Il vero sentimento L’arte degli abruzzesi nell’Ottocento

Il nuovo saggio del critico Pasquale Del Cimmuto sui pittori che hanno interpretato l’anima della regione
di Claudio Lattanzio
«Il ritorno ad una società di sentimenti, di legami affettivi, di rispetto l’uno per l’altro, perché l’assenza di questi ingredienti ha provocato quei disagi, quelle incertezze e quei malanni di cui oggi soffre la società in cui viviamo».
È l'essenza, de “Il vero è il sentimento. Abruzzo e abruzzesi nella pittura dell'800”, edito da Artificio, l'ultimo lavoro di Pasqualino Del Cimmuto storico e critico d'arte ed ex sindaco di Pescocostanzo. Un volume prezioso di 200 pagine ( 50 euro euro), che colma un vuoto nella storiografia dell’arte sui pittori abruzzesi dell’800.
Il volume è stato presentato alla vigilia di Capodanno nell'auditorium del comune di Rivisondoli. «Con questo volume, scritto con la passione e la competenza di uno storico e critico autorevole», ha spiegato Isabella Valente, docente di Storia dell’arte nell’Università Federico II di Napoli, «Del Cimmuto ha il merito di riportare alla luce autori e tesori dell’arte che spesso sono stati accantonati o sottovalutati. Questo libro di Del Cimmuto è quindi una pietra miliare nella storia dell’arte italiana».
Oltre a nomi illustri come quelli di Teofilo Patini, Francesco Paolo Michetti e Filippo Palizzi, altri pittori abruzzesi, formatisi nell’Accademia di Belle arti di Napoli, al tempo capitale del Regno delle Due Sicilie e fucina di cultura, vengono riscoperti e valorizzati dal saggio di Del Cimmuto. Il libro rivaluta le opere di pittori di vaglia come Pasquale Celommi, Giuseppe Palizzi, fratello di Filippo, Nicola De Laurentiis.
«Con questa iniziativa editoriale», spiega Del Cimmuto nella sua premessa al volume, «spero di ridestare proponendo una galleria di immagini ed evocando delle riflessione, di una pittura è emblematicamente bella e accattivante, se non interesse almeno curiosità su quel secolo gentile e le glorie artistiche di un Abruzzo che, già terra di imprecisa definizione geografica oltre che di brutale e mistificante catalogazione antropologica e culturale in genere, ebbe invece un ruolo importante al tempo».
«Il capitolo dei pittori abruzzesi dell'800», prosegue l’autore, «rappresenta una pagina oltremodo significativa del valore della "Gente d'Abruzzo", e offre tutti gli spunti per l'apprezzamento di una terra che per la reale densità culturale, reclama un posto di adeguata, più ampia visibilità nello stesso panorama nazionale».
IL volume che propone il profilo critico di 30 pittori, è strutturato in forma monografica: partendo dall'osservazione e dal commento di un'opera esemplare nella produzione dell'artista, si illustra la figura del pittore a tutto tondo con particolari biografici e riferimenti cronologici contestuali. Grande soddisfazione per l’opera di Del Cimmuto ha espresso l’editore del libro, Riccardo Lupo, che ha partecipato alla presentazione insieme al vice presidente della Bcc di Roma, Gabriele Gravina.
«La collaborazione con Del Cimmuto risale a molti anni fa», ha ricordato Lupo, «e grazie alla sua passione e al suo impegno proficuo sono state pubblicate collane di volumi importanti e apprezzati, un patrimonio di studi e di cultura rilevante».
«Prodotto editoriale di notevole fattura e autorevolezza», è stata definita l’opera da Gabriele Gravina, che ha contribuito alla stampa del volume.
«Attraverso quest’opera riscopriamo valori legati alle origini della nostra società, valori insegnati e appresi dai nostri padri, come appunto quelli dei sentimenti e del vero, del lavoro come mezzo di edificazione della persona e della società, come strumento di benessere e di crescita per tutti», ha osservato Gravina.
«E’ grazie a Del Cimmuto che abbiamo iniziato un percorso culturale di alto livello», spiega il sindaco di Rivisondoli, Roberto Ciampaglia, « il suo sostegno di uomo di cultura e di autorevole concittadino intendiamo rafforzare la politica culturale in questo territorio, perché convinti che anche attraverso l’alimento della cultura possiamo creare le premesse per offrire incentivo al turismo, risorsa assai rilevante per i nostri paesi e per il Centro Abruzzo».
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