Il Volo boccia Trump «È un razzista non cantiamo per lui»

PESCARA. «Abbiamo rifiutato il suo invito perché non siamo mai stati d’accordo con le sue idee: non possiamo appoggiare un uomo che ha basato la sua ascesa politica sul populismo oltre che su...
PESCARA. «Abbiamo rifiutato il suo invito perché non siamo mai stati d’accordo con le sue idee: non possiamo appoggiare un uomo che ha basato la sua ascesa politica sul populismo oltre che su atteggiamenti xenofobi e razzisti».
Il Volo ha spiegato così il suo no a partecipare alla festa di inaugurazione del nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in programma il 20 gennaio a Washington. I tre cantanti, il rosetano Gianluca Ginoble, Ignazio Boschetto e Piero Barone hanno spiegato il loro no in un’intervista al Corriere della Sera. «Come artisti», hanno detto, «abbiamo una grande eco. Non potevamo cantare per una persona con cui non condividiamo quasi niente. Pensiamo che il nostro futuro non dipenda da questo. Chi ci ama ci seguirà ugualmente. Nei nostri concerti poi non parliamo di politica. E non siamo stati i soli a dirgli no, sappiamo anche che il nostro amico Andrea Bocelli ha rifiutato».
Nei giorni scorsi, Bocelli, benché amico personale di Trump, aveva declinato un identico invito. Dopo le prime indiscrezioni sulla possibile partecipazione del tenore toscano alla festa per Trump, era subito nato su I Rete il movimento “Boicotta Bocelli”. Bocelli era stato contattato personalmente da Trump, suo grande fan. Nel 2010, il miliardario aveva ospitato una serata con il tenore a Mar-a-Lago, il suo resort in Florida. Sulla rinuncia di Bocelli sono circolate, nei giorni scorsi, diverse versioni. Secondo una fonte citata da Page Six, la sezione dedicata al gossip del New York Post, Bocelli avrebbe fatto sapere che non avrebbe preso parte al concerto perché «la cosa stava suscitando troppo clamore». Secondo altre fonti, invece, sarebbe stato lo stesso Trump a suggerire all'artista di non partecipare per evitare polemiche
La lista delle celebrità che hanno voltato la faccia al neoletto presidente spazia dal rapper Kanye West al bassista Gene Simmons dei Kiss, da pop star del calibro mediatico di Justin Bieber a Bruno Mars, Katy Perry e Justin Timberlake.
I tre giovani cantanti del Volo hanno, tuttavia, detto di rispettare la decisione di chi riterrà opportuno esibirsi per il neo presidente repubblicano. «Non va criminalizzato chi si esibirà quel giorno, così come non va fatto con chi la pensa diversamente da noi», hanno spiegato sempre al Corriere della Sera. «Per quanto ci riguarda ci rendiamo conto di essere un esempio per molti, soprattutto giovani, ed è per questo che raccontiamo la nostra idea».
Negli Stati Uniti Il Volo è adorato. Il concerto del prossimo 4 marzo alla Radio City Music Hall, un’istituzione della musica leggerea americana e internazionale, è già «sold out», tutto esaurito, tanto che ora si prevede una nuova data.
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