In corsa la poetessa Silvia Di Donato con “Paradigmi della complessità”

PESCARA . Fabio Barone, Federica Maria D’Amato, Silvia Elena Di Donato sono i tre poeti abruzzesi in corsa per la candidatura al Premio Strega di Poesia seconda edizione. Concorrono 145 libri, tutti...
PESCARA . Fabio Barone, Federica Maria D’Amato, Silvia Elena Di Donato sono i tre poeti abruzzesi in corsa per la candidatura al Premio Strega di Poesia seconda edizione. Concorrono 145 libri, tutti pubblicati tra marzo 2023 e febbraio 2024. Domani, 5 aprile il Comitato Scientifico annuncerà la rosa di 12 candidati. Il Comitato Scientifico è composto da Maria Grazia Calandrone, Andrea Cortellessa, Mario Desiati, Elisa Donzelli, Roberto Galaverni, Vivian Lamarque, Valerio Magrelli, Melania G. Mazzucco, Stefano Petrocchi, Laura Pugno, Antonio Riccardi e Gian Mario Villalta.
Nata a Pescara nel 1976 , Silvia Elena Di Donato, docente al liceo classico “Vico” di Chieti, concorre con la silloge “Paradigmi della complessità” pubblicato da Di Felice Edizioni, di Martinsicuro. «Punto su questa autrice giunta alla seconda raccolta», afferma l’editrice Valeria Di Felice, «credo fermamente nel valore della sua proposta editoriale che indaga il tema della complessità, concetto che meglio rispecchia il tempo contemporaneo analizzato attraverso varie tematiche, da quelle emotive a quelle più esistenziali e filosofiche. Silvia sa coniugare la ricerca della parola a una sua visione culturale e della vita attraverso il filtro della complessità, ha una sua riconoscibilità letteraria che apprezzo molto». Nella raccolta – 104 pagine, collana Il gabbiere con prefazione del leopardista Vincenzo Guarracino – è l’amore il mistero più grande. Scrive il poeta e critico salernitano in proposito: «L’amare senza possedere, ma non solo, anche quello del felice possesso e dell’incandescenza desiderata o condivisa dei sensi, che fa nuova la vita ogni giorno e ti fa infinito. Quello che ti avvia a fare di tutto un’opportunità e a guardare più al come che al cosa, a guardare e curare di tutto soprattutto i dettagli: cogliendo lì la vera poesia» . (j.f.)