In lavanderia c’è “The floor is Lava(più)”

L’opera di Davide Mancini Zanchi esposta da oggi in via Castagna
TERAMO. La quarta stagione espositiva di Lavapiù si apre oggi a Teramo con il lavoro site-specific dell’artista urbinate Davide Mancini Zanchi The floor is Lava(piu), titolo polisemico che gioca con il luogo e con il contenuto dell'opera. Inaugurazione alle 18 nella lavanderia automatica di via Castagna.
Nell’occasione il collettivo Celeste Kunst presenterà il nuovo programma espositivo Decentramento. L’opera di Zanchi, una tela di 4 metri per 7 che trasforma il pavimento di Lavapiù in un fondo di materia vulcanica, si ispira a un gioco per bambini solitamente agito nello spazio domestico, in cui si immagina che alcuni punti del pavimento si aprano su un abisso di lava e che, per mettersi in salvo, si debba saltare da una parte all’altra della stanza.
«Che si tratti di una strategia ludica per combattere la noia dei pomeriggi al chiuso in casa, o di un processo di auto-alfabetizzazione al pericolo e all’avventura, il gioco è declinato in infinite varianti in giro per il mondo» spiega Celeste in una nota «La sua origine letteraria, presumibilmente, risale al 1958, quando lo scrittore Roald Dahl (autore de La fabbrica di cioccolato e Il grande gigante gentile, ndc) pubblica il racconto breve The Wish, in cui un bambino dai capelli cerulei e dal mento appuntito deve attraversare un tappeto di lava nera e serpenti velenosi. Per Zanchi questo gioco diviene il pretesto per realizzare una grande tela ambientale in cui riportare con la pittura la texture di materiale vulcanico. Una semplice e immaginifica operazione che trasforma uno spazio commerciale automatizzato in un pericoloso scenario pieno di insidie». Per la sua natura effimera e deperibile l'installazione sarà fruibile per un periodo limitato; resterà poi la vetrofania a testimoniarla. (afu)