“In questa storia che è la mia”, torna Baglioni

1 Dicembre 2020

Il cantautore: «È un disco demodè per le sonorità anni ’70 e ha come contenuto l’avventura e la disavventura del vivere»

ROMA. «Il tempo è l’avversario micidiale di ognuno di noi: vincerà sempre lui, qualche volta ci farà pareggiare, ed è un corrergli dietro fino a quando non ci sarà più». Riflette a voce alta Claudio Baglioni nella conferenza stampa a distanza alla vigilia della pubblicazione di “In questa storia che è la mia”, un album-narrazione o, come si diceva una volta, una volta “concept album”, con una ouverture, 14 brani, 4 interludi piano e voce, un finale, che arriva venerdì, 4 dicembre, a sette anni dal precedente “ConVoi”.
«È un album che sente i miei 50 anni di carriera», confessa Baglioni. «Mi trovo ancora oggi a fare questo mestiere. Ho avuto l’urgenza di finirlo perché c’erano altre canzoni che stavano già arrivando». Oltre alla versione digitale, l’album sarà disponibile nelle cinque versioni cd singolo, 2cd deluxe, 2lp 180gr black, 2lp 180gr black deluxe, 2lp 180gr black deluxe su Amazon. Il tema dominante del progetto è l’amore. «Ha come contenuto l’avventura e la disavventura del vivere», spiega il cantautore romano. «L’amore ha sempre qualcosa da raccontarci: è come il primo piatto quando ci si siede a tavola». Musicalmente “In questa storia che è la mia” è ancorato agli anni settanta. «Ritornare e ritrovare una energia e una verità nella timbrica è forse riconoscibile e riportabile alla fine degli anni Settanta», puntualizza. «In un certo senso è un disco in costume, come un film con abiti d’epoca, fatto a mano e suonato come si faceva anni fa. Il disco é demodé per le sonorità e mi auguro che venga ascoltato dell’inizio alla fine». La vita di Claudio Baglioni non è cambiata più di tanto durante il lookdown. «No, non è cambiata di molto, non sono mai stato uno che a sera esce tanto», racconta. «Sono figlio unico, cresciuto da solo, ma a volte resto solo anche per “rifiatare” dopo lo stare in mezzo a tante persone. L’immagine più forte ? Papa Francesco da solo in quella enorme piazza». Dopo averlo condotto, il prossimo Festival di Sanremo non è al momento nei suoi programmi. «Non conosco quali sono le intenzioni e le nuove prospettive», sottolinea. «L’Ariston non è tanto capiente e tutto quello che si potrebbe fare è perciò reso più difficile; mi auguro che si faccia, con le dovute cautele. Ritornarci come ospite? Non si può uscire papa e tornare cardinale».
Giovedì 3 dicembre alle ore 21 Claudio Baglioni presenterà in anteprima “In questa storia che è la mia” in diretta videostreaming su RaiPlay, in diretta su Rai Radio2, in differita su Rai Italia, in diretta streaming audio su RaiPlayRadio e sugli account social di Rai Radio2, Facebook, Instagram, Twitter e Telegram.
Dopo il rinvio della scorsa estate, Baglioni tornerà sulle scene il prossimo anno con lo spettacolo “Dodici note” che partirà dalle Terme di Caracalla di Roma (4, 5, 6, 8, 9, 10, 12, 13, 14, 15, 17 e 18 giugno), cui seguiranno le date del 16 e 17 luglio al Teatro Greco di Siracusa e l’11 e 12 settembre all’Arena di Verona. «A Caracalla sarà un grande concerto per 60mila persone con una sessantina di orchestrali, la band, un coro di trenta vocalist», ha anticipato. «L’ambizione è quella di fare spettacolo con la musica da ascoltare e da raccontare di questo progetto, con alcuni passaggi antologici della mia carriera. Lo stesso avverrà a Siracusa e a Verona».
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