In scena il manifesto di Eduardo: “Commedia, l’arte della finzione”

CORROPOLI. Va in scena domani alle ore 21 sul palco allestito in Piazza Piè di Corte, a Corropoli, e in replica venerdì 13 agosto, ore 21.30 nella piazza dietro al Municipio, a Giulianova, “Commedia,...
CORROPOLI. Va in scena domani alle ore 21 sul palco allestito in Piazza Piè di Corte, a Corropoli, e in replica venerdì 13 agosto, ore 21.30 nella piazza dietro al Municipio, a Giulianova, “Commedia, l’arte della finzione” con Cristina Cartone, Luca Settepanella, Ottaviano Taddei, testo e regia Ottaviano Taddei, musiche originali Alex Ricci, 2Moellers (ingresso gratuito). Lo spettacolo è una nuova produzione del Tsa con Terrateatro e si ispira a un’opera fondamentale del teatro italiano, “L’Arte della Commedia” di Eduardo De Filippo. Il testo del 1964 mette in luce le contraddizioni del teatro, inteso come sistema, in quel preciso momento storico, le difficoltà nell’affermare la sua importanza nella società post bellica in piena ricostruzione. «Affrontiamo questa poetica», spiega il regista Taddei, «perché sentiamo necessario riflettere, oggi come allora, sull’utilità del teatro nella società. Il teatro, inteso come spettacolo dal vivo, dove la carnalità dell’incontro tra attore e spettatore ha pagato in prima persona l’allontanamento sociale e dunque oggi viene spontaneo chiederci, come faceva Eduardo allora, se il teatro può essere ancora considerato importante per la società e per ciascun individuo». Nella vicenda, Campese è capocomico di una compagnia di attori girovaghi rimasti bloccati in una cittadina abruzzese dopo l’incendio del capannone utilizzato per dar spettacolo. L’attore si reca dal Prefetto De Caro per invitarlo a presenziare al suo spettacolo, ospitato in via eccezionale al teatro comunale. Ne nasce un vivace contraddittorio sui rapporti fra Teatro e Stato. Alla fine, indispettito, il Prefetto nega la sua presenza e offre un foglio di via. Al suo posto Campese prende, non volendo, la lista delle persone in attesa di udienza, che il Prefetto non conosce. In mano ai comici, la lista diventa una minaccia: quelli che si presentano, ciascuno con un caso drammatico, sono persone reali o attori? Neanche la morte di uno di loro, scioglie l’enigma: con la sua sola esistenza il teatro insidia la logica degli apparati.