«Io, felice icona sexy racconto “Le ragazze” del secolo scorso»

Gloria Guida conduce il programma da stasera su Rai Tre «Sono un sogno erotico a 62 anni? È fantastico!»
«Aspettavo l’occasione giusta. Non avevo mai fatto la conduttrice, un progetto come “Le Ragazze” mi è sembrato perfetto. Mi è sembrato il progetto giusto per rimettermi in pista». Sorride radiosa Gloria Guida, 62 anni e non sentirli («Io sogno erotico a 62 anni? Fantastico! Soprattutto alla mia età. I miei 62 anni me li tengo tutti»), parlando con la stampa per raccontare il suo ritorno in tv da protagonista su Rai Tre per presentare, appunto, “Le ragazze”, realizzato da Pesci Combattenti, sei prime serate in onda da oggi alle 21.10.
Gloria è stata l’icona della commedia soft sexy degli anni Settanta, quelle in cui lei, a un certo punto, immancabilmente faceva una doccia con molta (ma non troppa) schiuma, per la gioia degli spettatori («Le mie scene sotto la doccia o spiate dal buco della serratura hanno fatto epoca», ricorda). Gloria Guida all’epoca aveva vent'anni: bionda, fisico mozzafiato, bellissima.
Erano gli anni di titoli come “La minorenne”, “Blue Jeans”, “La liceale”, “Bollenti spiriti”, “Sesso e Volentieri” («Sono film che ebbero successo allora e forse ne hanno ancora di più oggi», osserva l’attrice. «In fondo, nel mio piccolo, m’ inorgoglisce essere entrata a far parte di una certa parte di storia del costume. Con un solo rimpianto: ho smesso troppo presto di giocare. E sono stata troppo poco semplicemente una bambina»).
Recitava accanto a Lino Banfi, Renato Pozzetto, Johnny Dorelli, con il quale poi si sposò ed ebbe una figlia, finendo via via per abbandonare il cinema alla metà degli anni Ottanta e sparendo poi a lungo anche dalla televisione.
Dove torna da protagonista da stasera dunque. Sempre bionda, sottile, bellissima. A «sessant'anni e qualche spicciolo», come trenta anni fa. Per la gioia dei telespettatori. Così, dopo cinema, fiction, teatro e anche musica e dopo un periodo di stop ha deciso di rimettersi in gioco – «perché non è mai troppo tardi» assicura sorridendo – con un programma al femminile, in onda sulla rete diretta da Stefano Coletta, in cui accompagnerà il pubblico raccontando le donne attraverso un percorso intergenerazionale dagli anni Quaranta a oggi.
Ogni puntata inizia con una ragazza degli anni Quaranta e si conclude con una del nuovo millennio, cinque storie in tutto che si alternano di volta in volta con quelle di donne degli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta, Ottanta e Novanta.
Introdotte da Gloria Guida dunque, le protagoniste della prima puntata di questa sera sono Sultana Razon Veronesi, Laura Efrikian, Armanda De Angelis, Sara Simeoni, Marcella Stagno e Greta Maffioletti. Ad aprire il racconto, Sultana Razon Veronesi, medico pediatra e vedova del professor Umberto Veronesi.
Nei suoi occhi e nella sua voce rivive in tutta la sua atrocità il ricordo della deportazione nel campo di concentramento nazista di Bergen Belsen nel 1943. Si prosegue con due ragazze degli anni Sessanta: Laura Efrikian, attrice e annunciatrice televisiva, icona romantica del decennio per la sua storia d’amore con un giovanissimo Gianni Morandi; e Armanda De Angelis, operaia sindacalista con la grinta di una leonessa.
Due storie lontanissime eppure accomunate dalla determinazione con cui entrambe hanno affrontato la loro vita senza mai smettere di credere in loro stesse. A seguire, gli anni Settanta ci presentano un’altra coppia di donne straordinarie: la campionessa di salto in alto Sara Simeoni, record mondiale nel 1978 e medaglia d'oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980, e Marcella Stagno, palermitana ribelle e anticonformista, redattrice di Radio Aut al fianco di Peppino Impastato, il giovane giornalista ammazzato dalla mafia nella sua Cinisi il 9 maggio del 1978. Si chiude con la giovane Greta Maffioletti, bergamasca ventiduenne che ricorda l'importanza dei legami familiari nei momenti di maggiore fragilità e vulnerabilità degli adolescenti.
Il modello cui si è ispirata Gloria Guida per prepararsi? «Alberto Angela, lo apprezzo molto», ammette conversando con i cronisti.
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