Kasia diventa uomo Vin torna gangster in Fast & Furious 8

15 Aprile 2017

Due commedie italiane se la vedono questo fine settimana al botteghino con l'ottavo, fracassone, “Fast & Furious”, ennesima avventura di Dominic Toretto e della sua banda di automobilisti...

Due commedie italiane se la vedono questo fine settimana al botteghino con l'ottavo, fracassone, “Fast & Furious”, ennesima avventura di Dominic Toretto e della sua banda di automobilisti giramondo, con la regia di F. Gary Gray.

Vin Diesel e i suoi muscolacci sono di nuovo al centro della rumorosa e spettacolare saga di motori e scazzottate. In questo nuovo capitolo si corre da Cuba a Londra, da New York ad Abu Dhabi ai ghiacci del mare di Barents. Dom, in buen retiro a Cuba con la sua Letty, viene irretito dalla dark lady Charlize Theron, terrorista informatica, e ricondotto sulla strada del crimine, con tradimento della sua “famiglia” di criminali su quattro ruote nel frattempo diventata perbene.

Commedia briosa e di buon ritmo “Moglie e marito”, opera prima di Simone Godano, in cui Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak sono Andrea e Sofia, sposati da 10 anni ma prossimi al divorzio, ormai incapaci di comprendersi. Lui è un brillante neurologo, impegnato in un’avveniristica sperimentazione sul cervello umano. Lei una rampante conduttrice televisiva. Sofia accetta di far da cavia all’esperimento con la macchina inventata da Andrea, ma qualcosa va storto e lei si ritrova nel corpo di lui e viceversa. Con tutte le complicazioni e gli equivoci, soprattutto sul lavoro, del caso. Ognuno nei panni e nella quotidianità dell’altro/a, i due riusciranno forse a capirsi. Il film funziona, grazie a una regia vivace e all’alchimia tra i due interpreti. Tra gli antecedenti, “Nei panni di una bionda” (1991) del maestro Blake Edwards.

Si sorride in un'altra guerra tra sessi, ma meno riuscita, “Lasciati andare”, terzo film di Francesco Amato. Ne è protagonista in un insolito ruolo comico Toni Servillo, calato nei panni e nella pancia (finta) dell’indolente, spocchioso ed egoista psicoanalista ebreo Elia Venezia, ormai indifferente ai rovelli dei suoi pazienti, separato ma ancora dipendente dall’ex moglie Giovanna (la sempre brava Carla Signoris), vicina di pianerottolo in un elegante palazzo romano del ghetto. Quando, dopo un piccolo malore, il medico gli ordina di scendere di peso, Elia si ritrova in mano alla giovane e un po’ svitata personal trainer Claudia (Verónica Echegui), un ciclone che lo risveglia e costringe a lasciarsi andare. Battute da umorismo yiddish, strizzate d’occhio a Woody Allen, e qualche banalità. Nel cast Giacomo Poretti (senza Aldo & Giovanni), Vittorio Sermonti, Valentina Carnelutti e Luca Marinelli, bravissimo attore ancora una volta confinato nel ruolo del banditello coattone.

In sala anche l’onirico dramma “Planetarium” di Rebecca Zlotowski, con le inquiete Natalie Portman e Lily-Rose Depp nei panni delle sorelle spiritiste americane Laura e Kate Barlow. Le ragazze sono a Parigi, a fine anni Trenta, con uno spettacolo di magia. Il visionario produttore cinematografico André Korben (Emmanuel Salinger) le contatta per girare, grazie ai loro poteri medianici, un film di fantasmi.

Nella Provenza degli anni Cinquanta è ambientato il rovente mélo “Mal di pietre” di Nicole Garcia, interpretato dalla stella francese Marion Cotillard. Gabrielle, una donna appassionata e dallo spirito libero, è stata intrappolata dalla famiglia nel matrimonio senza amore con José (Alex Brendemühl), spagnolo fuggito dalla guerra civile. Arrivata in un sanatorio sulle Alpi, a Davos, per curarsi dai calcoli renali (il mal di pietre, appunto), Gabrielle viene travolta dalla passione, ricambiata, per il romantico tenente Sauvage (l’irresistibile Louis Garrel), tornato ferito dall’Indocina. Adattamento del romanzo omonimo di Milena Agus, ambientato in Sardegna nel secondo dopoguerra.