Katia Ricciarelli: «Ai genitori dico non fate pressioni ai figli talentuosi»

Avere «sempre dentro di me il gusto della sfida è la mia salvezza. Bisogna mantenere, ad ogni età, la curiosità di conoscere e scoprire. Guai se lasciamo che il nostro cervello se ne vada in pensione»...
Avere «sempre dentro di me il gusto della sfida è la mia salvezza. Bisogna mantenere, ad ogni età, la curiosità di conoscere e scoprire. Guai se lasciamo che il nostro cervello se ne vada in pensione». Parola di Katia Ricciarelli che, a poche settimane dalla fine dell’esperienza del Grande Fratello Vip, parla del suo ritorno al cinema con “Mancino naturale”, dramedy di Salvatore Allocca con protagonista Claudia Gerini nei panni di Isabella, madre volitiva di Paolo, un 12enne talento del calcio (l’esordiente Alessio Perinelli) per il quale è pronta a tutto pur di spianargli la strada e farlo entrare in una grande squadra.
Nel film, in arrivo in sala il 31 marzo distribuito da Adler Entertainment in oltre 70 copie, il soprano e attrice interpreta Maria, la nonna del bambino, ferita dal comportamento di Isabella, che con le sue scelte ha allontanato da lei il figlio e il nipote. Nell'interpretare il ruolo «ho pensato a mia madre. Ero una bambina prodigio e lei è riuscita ad aiutarmi senza mai impormi nulla», spiega. «Capisco una madre che possa dedicare la vita per far arrivare il figlio ad essere qualcuno. Io ho avuto la fortuna di essere lasciata comunque libera da mia madre, che pure ha sacrificato tutto per me». Da talento del bel canto «avevo la stessa passione che il bambino nel film ha per il calcio. Ero innamorata della lirica, era il mio sogno, e avere una madre che mi appoggiasse è stato fondamentale».
Purtroppo però «a volte ci sono genitori che mettono troppa pressione, con il rischio di creare dei “mostri”, rendendo i propri figli degli infelici». Nel lavoro di insegnante nella sua Accademia della lirica, dove segue molti giovani talenti, «mi capita di incontrare padri e madri così, ma per fortuna gli allievi nel mio campo devono avere fisiologicamente qualche anno in più rispetto a Paolo in “Mancino naturale”. Quello che proprio mi fa impazzire sono quei genitori che spingono i figli troppo presto, non considerando le conseguenze».
A proposito di sfide, «dopo cinque mesi e mezzo di Grande Fratello mi sto riprendendo», commenta. «Non pensavo neanche di riuscire ad arrivare a due mesi. Penso di essere stata brava e mi sono anche divertita». Certo, «non mi sarei mai aspettata di ritrovarci di fronte a una guerra, dopo due anni di pandemia che già ci avevano traumatizzato. Speriamo che il conflitto finisca presto, è una tragedia per tutti». Da soprano le è capitato più volte di esibirsi in Russia e in Ucraina: «Oltretutto, quando mi sono sposata, e c’era ancora l'Unione Sovietica, ci ho fatto il mio viaggio di nozze in occasione di una tournée in Urss, durante la quale mi sono esibita anche a Kiev». Per lei, che fra i vari progetti ha il ritorno in palcoscenico con una nuova commedia («inizierò le prove a maggio»), in un periodo così duro «vanno sostenuti, sotto tutti gli aspetti, soprattutto i giovani, che spesso invece vengono lasciati soli. Da insegnante ho ritrovato i miei allievi, che sono tutti fra i 20 e i 22 anni, ancora più motivati. Sono pieni di voglia di fare e non vedono l’ora di rimettersi in gioco e di studiare. Un aspetto fondamentale, anche quando hai una grande talento. Senza lo studio non c’è modo di arrivare ad avere una carriera solida».