L’Albero di Levini dall’idea alla creazione

PESCARA. Un fiore elegante, slanciato verso l'orizzonte, il mare, il cielo. Con il suo carico di simboli terrestri gravitanti dal pennone più alto, l'Albero della Cuccagna di Felice Levini (Roma,...
PESCARA. Un fiore elegante, slanciato verso l'orizzonte, il mare, il cielo. Con il suo carico di simboli terrestri gravitanti dal pennone più alto, l'Albero della Cuccagna di Felice Levini (Roma, 1956) piantato da ottobre davanti all'edificio ex Stella Maris, lungomare di Montesilvano, sintetizza con l'eleganza propria dell'Azione a distanza – concetto da cui muove tutto il lavoro dell'artista romano – «l'idea di vita e movimento, Corpi semplici, l'unicità nella complessità dell'universo». Dove l'idea di fondo dell'installazione – espressamente concepita per il luogo secondo il grande progetto di Achille Bonito Oliva per Expò, prodotto e promosso in Abruzzo da Zerynthia di Mario Pieroni con il Comune di Montesilvano – si integra in modo straordinario con l'ambiente e con il valore architettonico del manufatto.
Con l'idea di indicarne una destinazione futura permanente, l'Albero fronte mare di Levini saluta il passaggio tra vecchio e nuovo anno in riva all'Adriatico. Dove resta allestito sicuramente fino a febbraio, recando un messaggio benaugurale. «Un ritorno all'idea di convivialità del fare arte», sostiene Mario Pieroni, «un invito al pensiero autonomo e creativo, capace di resistere a invasioni di campo da parte di meccanismi economici e finanziari che spesso prendono il sopravvento sulla ricerca di senso che dell'arte dovrebbe essere il focus».
«Confrontarmi con un'architettura forte come l'ex colonia Stella Maris, l'ambiente naturale in cui è inserita, l'apertura ai punti cardinali è stata per me che prediligo la bidimensionalità, l'ambiente chiuso come spazio ideale, un'esperienza eccezionale», commenta l'artista.
Il progetto visivo che ha preceduto la realizzazione del suo Albero della Cuccagna (alto dieci metri, ferro dipinto e saldato) è in mostra ancora per tutto il periodo delle festività natalizie da Spazio Di Paolo, in viale Europa a Spoltore, luogo che ha ospitato nelle scorse settimane la serata-happening promossa da Zerynthia con l'intervento di Achille Bonito Oliva, l'architetto Francesco Moschini, il regista Ferdinando Vicentini Orgnani (“Vinodentro”) e lo stesso Levini intorno alle “Tentazioni artistiche culinarie” proposte dalla chef abruzzese Cinzia Mancini (sua l'idea di un minestrone “osmotico” come una zuppa thai). Nella mostra sono esposti i singoli elementi costituenti l'Albero. In tal senso, come recita il titolo della mostra, si tratta di un'Azione a distanza. Corpi semplici, a intendere un pensiero di unicità nella complessità dell'universo, tema a cui fa riferimento la citazione di L.A. Blanqui riportata sull'invito: «Non si può dedurre dalla calma delle nostre parti la tranquilla monotonia dell'universo». In mostra due grandi Plastiche del 1995 completamente istoriate, 16 disegni a matita e tempera recenti, una installazione aerea in ferro dipinto con le sagome di tre tuffatori, che Levini ha voluto inserire sul pennone dell'Albero. I tre grandi tavoli presenti nello Spazio sono coperti da stoffe tricolori – rosso, nero e verde – indicativi della scelta cromatica rispetto ai punti cardinali e simbolici nell'ideazione delle opere. Ingresso libero, info 085 4406106, www.spaziodipaolo.it.
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