L’amore gay di Guadagnino conquista 4 nomination

Il film Chiamami col tuo nome del regista italiano in corsa per i premi al film al migliore attore protagonista, alla sceneggiatura e alla canzone
LOS ANGELES. Sarà Luca Guadagnino il portacolori dell'Italia agli Oscar. Con 4 nomination per il suo Chiamami col tuo nome, tra cui quella per migliore film, il regista italiano è entrato nella storia. Era dal 1999 infatti che un film italiano - allora era La Vita è bella di Benigni - non era in gara nella categoria più prestigiosa. E l'Italia spera anche con la friulana Alessandra Querzola, candidata per gli arredi di Blade Runner 2049.
I FILM. Sarà una corsa all'Oscar serrata ed avvincente quella che vedrà il suo coronamento sul palco del Dolby Theatre il prossimo 4 marzo. Nonostante lo strapotere della Forma dell'acqua, il film di Guillermo del Toro già vincitore del Leone d'oro a Venezia che con tredici nomination, questa mattina a Los Angeles, ha di fatto sbancato all'Academy, la gara non è ancora decisa. Anzi, visto il peso di certe nomination, tutto rimane ancora in discussione: Tre manifesti a Ebbing, Missouri, storia caustica, toccante e attuale, ambientata in un'America dove tra i buoni e i cattivi non sempre si riconosce il limite, con le sue sette nomination; Dunkirk, il criptico e ansiogeno capolavoro di Christopher Nolan con le sue otto; Il filo nascosto, ennesimo capolavoro di Paul Thomas Anderson, con le sue sei; Scappa: Get Out, l'innovativa e provocatoria satira a sfondo razziale in una commedia horror del nuovo guru Jordan Peele, con le sue quattro; Lady Bird, dolce amara commedia al femminile con le sue cinque nomination e il film di Luca Guadagnino, Chiamami col tuo nome, una storfia di amore gay, con quattro importanti candidature tra cui migliore film, sono sicuramente in grado di rovesciare il verdetto dato dal puro conteggio numerico.
Quelle che contano, infatti, sono solo sei categorie, tra cui ovviamente miglior film che vede in corsa tutti i concorrenti principali, ma solo La forma dell'acqua, Lady Bird, Scappa: Get out, che quindi si propongono come teste di serie, hanno fatto l'en plein e hanno raccolto nomination per gli attori o le attrici, quelle per la sceneggiatura, originale o adattata, e per la regia, nomination che manca invece al film di Guadagnino e a Tre manifesti.
Una buona notizia per Chiamami col tuo nome è la nomination ottenuta per la sceneggiatura (da James Ivory), che invece manca sia a Dunkirk che al Filo nascosto. Un particolare non da poco, visto che molto raramente una pellicola ha vinto l'Oscar come miglior film senza essere stata inclusa nei premi delle sceneggiature. Questo particolare, unito al fatto che Dunkirk non ha raccolto nomination per gli attori, dove invece hanno fatto incetta La forma dell'acqua e Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, rende più imprevedibile il verdetto finale.
GLI ATTORI. Oscar poi politicamente perfetti, più che politicamente corretti: nomination a una regista donna, Greta Gerwig, per Lady Bird, in compagnia di Nolan, Del Toro, Anderson e Peele, e a diversi attori afroamericani: Octavia Spencer, Mary J Blige nella categoria migliori attrici non protagoniste, Denzel Washington e Daniel Kaluuya in quella dei migliori attori protagonisti, che se la vedranno con leggende come l'immancabile donna dei record Meryl Streep, giunta alla 21esim nomination, Frances McDormand, Saoirse Ronan, Margot Robbie e Sally Hawkins, Allison Janney, Lesley Manville, Laurie Metcalf tra le attrici e con Christopher Plummer, subentrato all'ormai caduto in disgrazia Kevin Spacey in Tutti i soldi del mondo, Sam Rockwell, Woody Harrelson, Richard Jenkins e Willem Dafoe, tutti non protagonisti, e con pesi massimi del calibro di Daniel Day Lewis e Gary Oldman fra i protagonisti, insieme al giovane e già bravo Timothée Chalamet, protagonista del film di Guadagnino.
LA POLEMICA. Tripudio di nomination di qualità dove spicca però l'assenza di James Franco, dalla categoria migliore protagonista per la sua performance in The disaster artist. Per lui, uno degli ultimi attori coinvolti nello scandalo molestie, la corte dell'Academy non ha avuto pietà. Rimane invece il nodo Casey Affleck, coinvolto in passato in alcune vicende di molestie per cui ha trovato un accordo economico con le proprie vittime che dovrebbe consegnare la statuetta alla migliore attrice dell'anno successivo e quindi essere sul palco degli Oscar, un palco che si annuncia come un megafono per i neonati movimenti #Metoo e Time’s Up e che sicuramente non lo vedrebbe di buon occhio. (c.s.)
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