L’Andrea Chénier apre La Scala ma senza i vip

8 Dicembre 2017

MILANO. Con l’Andrea Chenier si è alzato, ieri sera, il sipario sulla stagione 2017/2018 del Teatro alla Scala a Milano. Prima dell’inizio è stato eseguito l’Inno di Mameli. È andata in scena l’“Andre...

MILANO. Con l’Andrea Chenier si è alzato, ieri sera, il sipario sulla stagione 2017/2018 del Teatro alla Scala a Milano. Prima dell’inizio è stato eseguito l’Inno di Mameli. È andata in scena l’“Andrea Chénier”, l’opera di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Mario Martone. Il cast era composto da Yusif Eyvazov (Andrea Chenier), Anna Netrebko nei panni di Maddalena di Coigny, Luca Salsi (Gèrard), Annalisa Stroppa (la serva mulatta Bersi) e Mariana Pentcheva (la Contessa di Coigny). La serata inaugurale è stata dedicata alla memoria di Victor de Sabata nel cinquantesimo anniversario della scomparsa del grande direttore d’orchestra Le scene sono state firmate da Margherita Palli, i costumi da Ursula Patzak e le luci da Pasquale Mari, mentre Daniela Schiavone ha curato la coreografia. Alla prima erano presenti, tra gli altri, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.
«Questa sera non ci sono tanti rappresentati ufficiali di questo Paese ma alla fine noi facciamo l'opera per gli amanti della musica», ha detto il sovrintendente della Scala, Alexander Pereira, rispondendo a una domanda sulle assenze dal palco reale delle prime cariche dello Stato. Pereira ha poi sottolineato che scegliere un'opera verista come Andrea Chenier non è stato un rischio, ma un «dovere».
«È un'opera importantissima», ha aggiunto, «nata alla Scala ed è un dovere della Scala riproporla, è un'opera molto milanese». Per Pereira non è stato un azzardo nemmeno scegliere per la parte principale un tenore al debutto nel teatro milanese. Yusif Eyvazov «è un tenore eccellente. Io non ho fatto nessuna scommessa».
Con l’“Andrea Chénier” i riflettori si sono accesi su un titolo del repertorio verista: l’unico precedente risale al 1963, quando Gianandrea Gavazzeni diresse L’amico Fritz e Cavalleria rusticana nel centenario di Mascagni. E proprio Cavalleria rusticana, insieme a Pagliacci, era l’unico titolo rimasto nel repertorio scaligero. Oggi il Teatro La Scala ha intrapreso, per impulso del maestro Chailly e del sovrintendente Pereira, un progetto culturale teso al recupero e alla valorizzazione del repertorio italiano nella sua interezza, incluso questo patrimonio.
La prima di “Andrea Chénier” è stata trasmessa in diretta televisiva in Italia su Rai1 e su Rai1 Hd, in diretta e in differita radiofonica in Italia su RaI-Radio3.
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