L’Armadillo c’è, arriva in tv la nuova serie di Zerocalcare

ROMA. L’attesa è finita. I fan di Zerocalcare avranno presto su Netflix (dal 9 giugno) la nuova serie del loro fumettista preferito. Dopo il successo di “Strappare lungo i bordi”, ora è la volta di...
ROMA. L’attesa è finita. I fan di Zerocalcare avranno presto su Netflix (dal 9 giugno) la nuova serie del loro fumettista preferito. Dopo il successo di “Strappare lungo i bordi”, ora è la volta di “Questo mondo non mi renderà più cattivo”, sei episodi da mezz’ora ciascuno in cui, pur non trattandosi del sequel della serie precedente, ritroveremo Zero, Sarah, Secco e l’Armadillo, ancora doppiato da Valerio Mastandrea. Con loro ci sarà la new entry Cesare. La serie prende il via dal ritorno nel quartiere, dopo diversi anni di assenza, di un vecchio amico. Davanti alle difficoltà dell’amico, che fatica a riconoscere la realtà in cui è cresciuto, Zerocalcare vorrebbe fare qualcosa ma non riesce ad aiutarlo a sentirsi di nuovo a casa e fare la scelta giusta per trovare il suo posto nel mondo. “Questo mondo non mi renderà più cattivo”, che in sintesi racconta la difficoltà di rimanere sé stessi in mezzo alle contraddizioni della vita, è scritta e diretta da Zerocalcare e prodotta da Movimenti Production, società del gruppo Banijay, in collaborazione con Bao Publishing. Per lanciare la serie è stato organizzato un evento speciale che si terrà a Roma in tre serate: l’8 giugno (alle 20.30) alla Città dell’Altra Economia (a Testaccio) ci sarà la proiezione (a ingresso gratuito, fino a esaurimento posti) dei primi due episodi. L’evento proseguirà, poi, nei due giorni successivi, dalle 13 all’una sempre alla Città dell’Altra Economia, dove sarà allestita un’installazione a tema. Intanto Zerocalcare, al secolo Michele Rech,è stato insignito del Premio Letterario Internazionale Terzani 2023, ricevuto nell'ambito del festival Vicino/lontano, per il graphic novel “No Sleep Till Shengal” (Bao Publishing), esito di un viaggio dell'autore nel Kurdistan iracheno. Un premio significativo per il fumettista, che ha creato per l'occasione anche una vignetta, oltre ad altri «disegnetti» in un incontro con i suoi appassionati fan a caccia di autografo. «Terzani era un punto di riferimento per chi come me», ha commentato, «negli anni '90 cercava qualcosa per guardare fuori dagli orizzonti conosciuti e modelli diversi». Parlando dell'esperienza dei suoi due viaggi, nel 2014 e nel 2021, «nell'area della Mesopotamia, tra il nord della Siria, una parte della Turchia e il nord dell'Iraq», Rech ha raccontato che gli è rimasto «il senso di lotta e di sacrificio di quelle popolazioni, che, resistito all'Isis, cercano di costruire un modello di società basato sull’uguaglianza, la giustizia sociale». «Anche rispetto ai conflitti in atto nel resto del mondo lì sperimentano un modo di convivenza tra popoli, religioni ed etnie di cui abbiamo bisogno anche noi e quello che sta succedendo anche in Europa negli ultimi tempi ce lo dimostra». Zerocalcare ha parlato del confederalismo sperimentato in Mesopotamia, che si basa su principi come «parità di genere, convivenza pacifica, rapporto ecologico con le fonti energetiche».