L’arte di Mario Sironi in mostra a Castelbasso fino al 3 settembre

28 Agosto 2017

CASTELBASSO. Castelbasso 2017 propone un’altra settimana di esposizione nell’antico borgo teramano. Il fulcro della manifestazione, allestita dalla Fondazione Malvina Menegaz presieduta da Osvaldo...

CASTELBASSO. Castelbasso 2017 propone un’altra settimana di esposizione nell’antico borgo teramano. Il fulcro della manifestazione, allestita dalla Fondazione Malvina Menegaz presieduta da Osvaldo Menegaz, è, come sempre, l’arte, con mostre di livello internazionale.
“Mario Sironi e le arti povere – Assenso e dissenso” (a cura di Andrea Bruciati) è il titolo dell’esposizione che sarà aperta fino al 3 settembre a palazzo De Sanctis. «L’esposizione», spiegano gli organizzatori, «vuole raccontare una continuità dialettica fra i due periodi storici diversi, secondo una prospettiva concettuale eterodossa che fa propria anche la similarità di alcuni mezzi espressivi (disegni, collage, fotografie per una riduzione minima del linguaggio). Artisti selezionati: Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Mario Ceroli, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Paolo Icaro, Fabio Mauri, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Gianni Piacentino, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini, Gian Emilio Sansonetti, Gilberto Zorio».
«Fedele al proposito di sperimentare strade alternative capaci di ipotizzare connessioni inedite fra autori della contemporaneità», proeguono le note di presentazione della mostra, «il curatore Andrea Bruciati propone un confronto fra artisti appartenenti a diversi momenti storici, e tuttavia accomunati dal fatto di aver rivestito un ruolo centrale nell’elaborazione di un pensiero nei confronti dell’ideologia politica. Sia Sironi (1885-1961) che la generazione tenuta a battesimo da Germano Celant (la stessa che rielabora la temperie del ’68), hanno infatti declinato in maniera complementare e simmetrica una riflessione attorno al potere costituito, attraverso codici e sensibilità incentrati sull’analisi del linguaggio, sulle istanze politiche che ne sono alla base e sull’indagine dei dispositivi legati alla comunicazione per l’affermazione o la decostruzione di un’ideologia.
A palazzo Clemente, invece, nello stesso periodo si possono ammirare spazi dedicati ad artisti come Carla Accardi, Franco Angeli, Bizhan Bassiri, Luigi Boille, Thomas Braida e Mario Ceroli..
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