L’arte domestica di Ettore Spalletti riapre Palazzo Cini

19 Aprile 2015

Dal 25 aprile al 25 agosto a Venezia una grande mostra dell’artista abruzzese fra tradizione e astrazione

PESCARA. «Per me il rapporto con l’arte è andare ogni giorno in studio, passeggiare all’interno, guardarsi attorno. Accorgersi d’improvviso di un colore che si avvicina, provare a fermarlo, sentire ancora la forma, pensare alle linee della geometria: orizzontale, verticale, obliqua, curva. Poi rompere la geometria stessa, la sua rigidità, riempiendola con una materia che, come fumo, si frantumi in un pulviscolo sottile».

Ettore Spalletti parla come un artigiano della sua arte. La dimensione fattuale, non intellettuale del lavoro è sempre stato al centro dell’idea di arte del maestro abruzzese, nato 75 anni fa a Cappelle sul Tavo. Ed è anche questa prospettiva che costituisce il filo condutore della grande mostra che sarà a lui dedicata, dal 25 aprile al 23 agosto, in occasione della riapertura stagionale di Palazzo Cini a San Vio a Venezia, la casa-museo di Vittorio Cini che conserva i capolavori del rinascimento toscano e ferrarese appartenuti al collezionista.

Spalletti interverrà con un progetto espositivo ad hoc, al secondo piano nobile del Palazzo, inaugurando la restituzione di questo spazio recentemente restaurato e destinato a ospitare mostre temporanee. L’artista abruzzese presenterà una sua personale interpretazione degli spazi caratterizzati, spiegano le note di presentazione della mostra, «dalla dimensione domestica delle sale ragionando sul luogo, osservandone le variazioni di luce, attraverso un percorso che offrirà agli sguardi opere già note, accanto a opere mai esposte prima e collocate nella “Casa Cini” come un omaggio al gusto del collezionista».

Spalletti ha rappresentato l’Italia alla Biennale di Venezia nel 1997, celebrato recentemente da grandi antologiche e le cui opere sono esposte nei più prestigiosi musei italiani e stranieri – ha lavorato a un progetto articolato nelle stanze del Palazzo nel solco di una continuità ideale con il passato, quando questo spazio era quotidianamente vissuto dal grande collezionista Vittorio Cini.

«Già durante la visita alla collezione permanente della Galleria», raccontano le note dell’esposizione veneziana, «e nel corso del primo sopralluogo al secondo piano del palazzo - ancora nel vivo fermento del restauro – Spalletti», che, da anni, vive e lavora a Spoltore, «ha potuto cogliere i primi elementi ispiratori che hanno determinato la scelta delle opere da collocare negli spazi domestici della dimora sul Canal Grande».

Le stanze accoglieranno, infatti, una mostra espressione di una relazione profonda con uno spazio che era, e tale rimane nell’intento dell’artista, domestico; allo stesso tempo i capolavori d’arte antica esposti nella Galleria - che conserva, tra gli altri, dipinti di Pontormo, Botticelli, Giotto e Cosmè Tura - saranno una presenza importante per l’artista. «La varietà, la complessità e la profondità di questo Maestro dell’arte contemporanea italiana», si legge nelle note di presentazione della mostra, «condurrà il visitatore attraverso un’esperienza visiva avvolgente, seguendo un percorso che presenterà opere già note, accanto a opere mai esposte prima e collocate rispettosamente nella “Casa Cini” quale omaggio al gusto raffinato del grande collezionista Vittorio Cini».

Così lui stesso descrive il suo lavoro nel catalogo della retrospettiva che nel 2014 il Madre di Napoli, il MaxxI di Roma e la Gam di Torino gli hanno dedicato congiuntamente: «In studio sposto un lavoro per cercare un’ombra e, forse, nella sensazione di quell’ombra, trovare un nuovo colore. I colori nascono così, uno dopo l’altro. I colori che caratterizzano di più il mio lavoro sono l’azzurro e il rosa. L’azzurro è un colore atmosferico, in cui siamo continuamente immersi, è il colore del cielo. Uso il rosa come il colore dell’incarnato, che non ha mai una fissità, ma si trasforma insieme all’umore: da gioioso diventa pallido oppure livido. Il grigio invece per me», conclude Spalletti, «è accoglienza, accompagna bene tutti gli altri colori».

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