L’INNO A CECI E ZAFFERANO CON IL PALIO DEGLI ASINELLI L’ACCESA SFIDA CHE DIVERTE

19 Agosto 2018

NAVELLI. Quella dei ceci e dello zafferano, a Navelli, non è solo una sagra. All’interno della festa dedicata a questi preziosi frutti della terra d’Abruzzi, infatti, si innesta una delle...

NAVELLI. Quella dei ceci e dello zafferano, a Navelli, non è solo una sagra. All’interno della festa dedicata a questi preziosi frutti della terra d’Abruzzi, infatti, si innesta una delle manifestazioni più attese dell’estate aquilana: il Palio degli Asini.
La “sfida”, nata nel 1980 e tramandata di anno in anno, si ripeterà oggi per la sua 38ª edizione, a partire dalle ore 17. Il campo di gara è il boschetto Santucci. Il Palio degli asini è nato come scherzosa parodia del Palio più famoso, quello di Siena. La differenza è evidente agli occhi di tutti: a Navelli concorrono non muscolosi purosangue, ma umili quabnto testardi asinelli che con difficoltà seguono i comandi dei padroni. A partecipare alla gara sono otto contrade: La Piazza, Via Ri' Preti, Le Spiagge, Ru' Ponte, San Puline e Croce Ru' Spedale per Navelli; Ru' Busc e La Torr' per la frazione Civitaretenga.
Alle cinque del pomeriggio dunque la manifestazione ha inizio con la sfilata degli sbandieratori seguiti dai gruppi in coloratissimi costumi dalla foggia liberamente medioevale o tradizionale.
I bambini di Navelli nei tipici abiti bianchi e rossi da “cecetti” accompagnano fino a via Pereto le otto contrade in gara. Dopo le foto di rito con i più piccoli a cavallo dei pazienti somarelli, i concorrenti provano a disporsi lungo la linea di partenza. Ogni squadra è composta dall’asino estratto a sorte poco prima della gara, il fantino e la conduttrice/scudiera che ha il compito principale di convincere l’animale a correre, nel verso giusto. Naturalmente è severamente vietato usare violenza sui quadrupedi, che spesso di gareggiare non vogliono proprio saperne e si esibiscono in simpatici dietrofront, false partenze o giri su se stessi. I giovani “asinari” nei costumi tradizionali con i colori delle proprie contrade devono riuscire a compiere due giri di corsa aiutati dalle loro coraggiose scudiere in calzamaglia.
Il vincitore tornerà trionfalmente in piazza, con la Coppa dell’asino, per continuare la festa tra le prelibatezze culinarie tipiche della zona. Tutte a base di ceci e zafferano ovviamente.
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