L’Isa e la musica americana dei “Ruggenti anni Venti”

L’AQUILA. A 100 anni esatti dalla prima esecuzione, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese celebra uno dei brani più iconici del ‘900: Rapsodia in Blu di George Gershwin, che verrà eseguito nei due...
L’AQUILA. A 100 anni esatti dalla prima esecuzione, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese celebra uno dei brani più iconici del ‘900: Rapsodia in Blu di George Gershwin, che verrà eseguito nei due concerti del fine settimana dell’Orchestra dell’Isa: stasera alle 21 nel Teatro Comunale di Città Sant’Angelo, nell’ambito del Città Sant’Angelo Music Festival diretto da Alessandro Mazzocchetti e domani alle 18 all’Aquila, per il consueto appuntamento all’Aquila al Ridotto del Teatro Comunale Antonellini.
Eseguito per la prima volta il 12 febbraio del 1924 a New York dallo stesso autore, davanti a un pubblico d’eccezione, tra cui grandi della musica come Fritz Kreisler, Igor Stravinsky, Sergej Rachmaninov e Leopold Stokowski, Rapsodia in Blu vedrà impegnato come solista il pianista Marcello Mazzoni, partner artistico di strumentisti di chiara fama e ospite abituale di blasonate compagini italiane ed estere. L’orchestra sarà diretta da Federico Mondelci, sassofonista tra i maggiori interpreti del panorama internazionale, oltre che docente, camerista, solista e direttore d’orchestra dal repertorio particolarmente orientato verso la musica contemporanea.
Il concerto, come racconta il suo titolo, Roaring Twenties, è dedicato agli anni ’20 del Novecento: quelli conosciuti come gli Anni ruggenti, successivi al primo conflitto mondiale, caratterizzati da un’euforia generalizzata e da un profondo spirito innovatore che arriva alla nascita del jazz. Oltre al brano di Gershwin il programma prevede l’esecuzione del concerto per sassofono e orchestra Four Pictures from New York di Roberto Molinelli, artista dal grande estro, molto vicino all’Isa per la quale cura i progetti speciali, che propone, come scrive lo stesso autore, «quattro immagini ispirate alla Grande Mela, come appare agli occhi di un europeo innamorato dell’America, della sua musica e della sua cultura».
Completa il programma La création du monde op. 81, balletto di Darius Milhaud composto tra il 1922 e il 1923, basato su un soggetto di Blaise Cendrars che descrive la creazione del mondo secondo una leggenda africana. La musica di Milhaud è ispirata ai ritmi del jazz di New Orleans.