L’Isa sceglie Mendelssohn: sinfonie e opere sacre per ricordare il 6 Aprile

Una produzione imponente con direzione di Veleno e oltre 100 artisti attraverserà da domani a domenica L’Aquila, Pescara e Sulmona
L’AQUILA. «Ricordare, per alimentare la memoria e dare forza al futuro. Con questo spirito e con l’impegno di oltre cento artisti, affideremo alle note Mendelssohn l’omaggio alle vittime di quella terribile notte che ha segnato la storia della nostra comunità». Così il presidente dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, il maestro Bruno Carioti, tratteggia il senso e presenta il concerto in ricordo del dramma del 6 aprile che 15 anni fa ha sconvolto la vita della città dell’Aquila e di tanti comuni dell’Abruzzo: una produzione imponente e fortemente significativa che attraverserà nei prossimi giorni la regione. Primo appuntamento nel capoluogo domani 4 aprile alle 19 nella Chiesa di San Silvestro con il Patrocinio del Comune dell’Aquila. Il concerto verrà poi replicato venerdì 5 a Pescara, al cinema Massimo alle ore 21 nell’ambito della Stagione della Società del teatro e della musica “Luigi Barbara” e domenica 7 aprile a Sulmona al “Caniglia”, ore 18 a chiusura di stagione della Camerata Musicale Sulmonese.
La produzione, che si avvale della direzione del maestro Pasquale Veleno, musicista di grande esperienza, molto apprezzato a livello nazionale, e della presenza del soprano Martina Tragni, vanta la collaborazione del Conservatorio Casella dell’Aquila e la presenza di alcune fra le compagini più importanti d’Abruzzo: il Coro Gran Sasso e la Corale Novantanove diretti da Carlo Mantini ed Ettore Maria del Romani che, insieme al Coro del Conservatorio “Casella”, diretto da Rosalinda Di Marco, si esibiranno all’Aquila, mentre il Coro della Virgola e il coro dell’Accademia saranno presenti al concerto di Pescara. A Sulmona un grande coro composto da tutte le quattro corali stringerà in un abbraccio musicale «tutta la popolazione abruzzese che ha vissuto il sisma e che continua la fondamentale opera di ricostruzione materiale e sociale», si legge nella nota di presentazione dell’evento.
La proposta musicale unisce fede e sinfonismo con una travolgente forza espressiva e narrativa con l’esecuzione di un programma interamente dedicato a Felix Mendelssohn Bartholdy che comprende la Sinfonia n. 3 op. 56 in La min. “Scozzese”, la sinfonia più matura del compositore, direttore d’orchestra, pianista e organista tedesco del periodo romantico (Amburgo, 3 febbraio 1809 – Lipsia, 4 novembre 1847) e un’esecuzione inconsueta e originale di un’opera di straordinaria ispirazione come il suo Salmo n. 42 “Wie Der Hirsch schreit nach frischern Wasser” per soli, coro e orchestra oltre al Mottetto op. 78 n. 2 “Richte mich, Gott” (Salmo n. 43) per doppio coro misto a cappella. Un viaggio musicale attraverso la sua più monumentale sinfonia e due opere sacre assai significative dunque: tra i colori dell’orchestra sinfonica e le atmosfere del coro a cappella, permeato di afflato evocativo e perfezione stilistica, traspare la vena felice e ottimistica che contraddistingueva la sua penna. «Egli è l’uomo moderno che crede in Dio, guarda a lui con fiducia, e in lui cerca l’ispirazione profonda per i suoi capolavori», continua la nota. «La sensibilità d’animo e la fede autentica di Mendelssohn si riflettono negli adattamenti dei Salmi, adattamenti che mettono in risalto anche le istanze – estetiche e semantiche – del Romanticismo». «L’emozione della musica è speranza e consapevolezza, amore e gratitudine per una ricostruzione che non ha mai dimenticato la dimensione umana», aggiunge il presidente dell’Isa. Una traiettoria che Mendelssohn conduce secondo una visione personale ma aperta al confronto con le tradizioni dei repertori sacri. L’emozione della musica è speranza e consapevolezza, amore e gratitudine per una ricostruzione che non ha mai dimenticato la dimensione umana».