L’Università “d’Annunzio” premia lo scrittore Lagioia

21 Giugno 2024

FRANCAVILLA AL MARE. Allo scrittore Nicola Lagioia il Diploma d’onore dell’Università “Gabriele d’Annunzio”. Domani, alle 11, al Museo Michetti di Francavilla, il rettore dell’ateneo di Chieti-Pescara...

FRANCAVILLA AL MARE. Allo scrittore Nicola Lagioia il Diploma d’onore dell’Università “Gabriele d’Annunzio”. Domani, alle 11, al Museo Michetti di Francavilla, il rettore dell’ateneo di Chieti-Pescara, Liborio Stuppia, consegnerà il riconoscimento al pluripremiato autore. L’attribuzione dell’onorificenza è promossa dalla Scuola di Studi Umanistici della “d’Annunzio”, presieduta dal professor Patrizio Domenicucci, e dai due Dipartimenti che la compongono, quello di Lettere, Arti e Scienze sociali, diretto dal professor Stefano Trinchese, e quello di Lingue, Letterature e Culture Moderne, diretto dal professor Ugo Perolino. L’evento è organizzato in collaborazione con il Festival Squi-Libri. Nato a Bari nel 1973, Nicola Lagioia è tra i più importanti romanzieri e promotori culturali del panorama letterario italiano contemporaneo. Conduttore radiofonico, è autore di numerosi racconti, saggi e romanzi, tra cui si ricordano Occidente per principianti (2004), Riportando tutto a casa (2009), La ferocia (Premio Strega 2014) e La città dei vivi (2020), tutti pubblicati per Einaudi. È stato direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino dal 2017 al 2023 e ha fatto parte della giuria della 77ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. «Il conferimento del Diploma d’onore a Nicola Lagioia», commenta Carmine Catenacci, prorettore vicario della “d’Annunzio” «dimostra la sempre crescente attenzione che il nostro Ateneo dedica al panorama culturale e letterario contemporaneo, con particolare riferimento alle autrici e agli autori più attivi sulla scena nazionale e internazionale. Lagioia riveste, in questo contesto, un posto di primaria importanza per la sua capacità di intercettare e condensare in una scrittura potente l’ambivalenza costitutiva e tragica della natura umana, ma anche per il suo impegno civile e culturale nell’indagare i lati in ombra della civiltà dei consumi».