La Carrà parte con Fiorello: «Niente balli è l’ora del racconto»

5 Aprile 2019

ROMA. «Ho un'età, cazzarola, tutti aspettano che canti e balli, ma io non ho più voglia di farlo. Ho lavorato tutta la vita, ho avuto soddisfazioni più grandi di quelle che mi aspettassi, ho avuto...

ROMA. «Ho un'età, cazzarola, tutti aspettano che canti e balli, ma io non ho più voglia di farlo. Ho lavorato tutta la vita, ho avuto soddisfazioni più grandi di quelle che mi aspettassi, ho avuto momenti di tv straordinari come Canzonissima con Corrado o Milleluci con Mina, e non è che senta il bisogno di tornare in tv, si sta bene anche senza di me». Così Raffaella Carrà, 75 anni e una voglia dichiarata di «fuggire da situazioni di ansia e stress», che si è lasciata convincere dal direttore di Rai3 Stefano Coletta a condurre un nuovo programma che nel titolo riecheggia una canzone di successo della showgirl, “A raccontare comincia tu”, partito ieri sera alle 21.20 con un altro atteso ritorno in tv, quello di Fiorello, con il quale la Carrà dialoga, anche con molto umorismo (i due hanno scherzato tentando, sul divano, un tuca-tuca da anziani). A questo incontro seguiranno quelli con Sophia Loren, il giocatore della Juventus Leonardo Bonucci, il maestro Riccardo Muti, il regista Paolo Sorrentino e Maria De Filippi.
«Mi sono lasciata convincere per la curiosità che sempre mi guida. Sono stata sempre emozionata e persino intimorita. Del resto da un mito come Muti come si fa a non esserlo?». Nell'intervista con Sophia Loren, che è andata a cercare nella sua villa sul lago di Ginevra, la Carrà ha punzecchiato la star del cinema a proposito dell'amore di Cary Grant nei suoi confronti, che lei però ha voluto smentire. Di Sorrentino Raffa racconta di «essere andata a sgridarlo per aver utilizzato il remix di “A far l'amore” per la scena iniziale de “La grande bellezza”, proprio io che non vado mai alle feste». La De Filippi è l'unica intervista ancora da registrare, ma la Carrà spiega che «le voci su “è l'occasione per fare pace”» sono infondate, visto che «ci siamo viste una volta sola 15 anni fa ai Telegatti». La Carrà torna a intrecciare il filo con il suo pubblico dal punto di vista del racconto umano, qualcosa che la ballerina di “Io Agata e te” coltiva da sempre, dalle telefonate dello storico “Pronto Raffaella”. Ed è per questo che Coletta ha cercato l'artista: «Credo molto nell'impianto generalista della tv,il modello di intrattenimento della Carrà è coerente dentro questa Rai3, perché attraverso la sua umanità esce fuori un racconto della realtà in linea con la linea editoriale». Per questo ciclo di interviste (un format spagnolo dal titolo “Mi casa es la tuya”), Raffaella Carrà ha ricevuto anche un “no”: «Roberto Benigni, peccato, mi sarei divertita molto», ammette, mentre non ha potuto inserire politici, «per via delle elezioni europee».
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