La casa in cui è vietata la parola lavoro: risate con il teatro dialettale a Lanciano

LANCIANO. Promette risate a crepapelle lo spettacolo proposto oggi per il secondo appuntamento con la rassegna di Teatro dialettale a cura dell’associazione Amici della Ribalta di Lanciano, inclusa...
LANCIANO. Promette risate a crepapelle lo spettacolo proposto oggi per il secondo appuntamento con la rassegna di Teatro dialettale a cura dell’associazione Amici della Ribalta di Lanciano, inclusa nel cartellone 2022/’23 del Fenaroli dove alle 17 andrà in scena “Vite Mandì sta’ canne, canne mandì sta vite” di Giancarlo Verdecchia, con la Compagnia Atriana.
La storia è ambientata negli anni 80, in una casa di una famiglia abruzzese molto sui generis, nella quale, la prima cosa che è stata bandita è la parola “lavoro”, ma più che la parola lavoro soprattutto la voglia stessa di lavorare. Il capo famiglia è Arturo, uomo di una certa età e che durante tutta la sua vita non ha mai lavorato, neanche un giorno. ma tirando avantialle spalle di altre persone. Con lui vive la moglie Teresa, donna semplice e di poche pretese, casalinga che ha cercato di tirare su nel migliore modo possibile il figlio Gigino, ragazzo affetto da un piccolo ritardo mentale che non gli ha permesso, nel corso degli anni, neanche di percepire una piccola pensione d‘invalidità in quanto, tutte le volte che è stato sottoposto a visita medico collegiale, la commissione lo ha sempre valutato come persona non affetta da patologia. Nella stessa casa vivono anche Bettina, sorella di Teresa. e Consuelo, sorella di Arturo, entrambe oramai di una certa età ed entrambe non sposate a causa soprattutto della loro fisicità ed entrambe disoccupate, ma mentre la prima cerca in tutti i modi di trovare un lavoro, la seconda, come il fratello, di lavorare non ne vuole sapere niente, arrangiandosi quotidianamente facendo la cresta sui soldi della spesa e con l‘aggravante di giocare alle macchinette, sperperando quei pochi soldi che riesce a racimolare oppure quelli che si fa prestare dai vicini di casa. Vittima preferita per i prestiti è Concetta, alla quale deve restituire tanti soldi.
L’unico sostentamento di questa famiglia è Sofia, madre di Teresa, benestante in quanto il marito, oramai defunto, avendo lavorato in Belgio per tantissimi anni, le ha lasciato una bella pensione. Sofia è una donna cattiva e dispettosa che fa pesare su tutta la famiglia il fatto che lei è l‘unico sostegno e dunque non è molto amata. Però, ad un certo punto, accade qualcosa di insolito: Bettina incontra un certo Billy., detto il Coyote, ultrasessantenne, da una vita in cerca di lavoro ed anche lui senza riuscire a trovarlo. I due si fidanzano e lui entra nella casa di famiglia. A questo punto abbiamo capito che tutto ruota attorno ai denari di Sofia, ma se dovesse accadere l‘imprevedibile ? E se Sofia dovesse venire meno? Forse un modo ci sarà per nascondere la scomparsa di Sofia. Ma a tutto c‘è un limite, o no? Vedremo.