“La città dei rifugiati”: la visione di Friedman rivive a No Man’s Land

Nel museo tra i boschi di Rotacesta di Loreto Aprutino festa per l’installazione concepita dall’artista con Decavèle
LORETO APRUTINO. Una serie di moduli di ferro estrapolati dai disegni del maestro, nel museo a cielo aperto di No Man’s Land (Nml) di Rotacesta. Quale modo migliore di far vivere nelle nuove generazioni le idee, gli ideali e i valori di Yona Friedman, se non quello di affidare la realizzazione del suo progetto “La Cité des Réfugiés” (2017, la città dei rifugiati) a giovani studenti di architettura dell’università di Pescara.
È quanto si è proposta di fare la Fondazione No Man’s Land di cui Friedman è stato il primo presidente onorario, con la cura di Zerynthia associazione per l’arte contemporanea OdV. Domenica 5 giugno, giorno in cui l’artista architetto scomparso tre anni fa e ispiratore di Nml (Loreto Aprutino, 2016) avrebbe compiuto 99 anni, è in programma una giornata di festa in suo onore nel bosco di Rotacesta per accompagnarlo idealmente nel suo centenario.
La Fondazione presieduta da Mario Pieroni in collaborazione con Dipartimento architettura dell’ateneo D’Annunzio di Pescara-Chieti e con le Accademie di Belle Arti di Brera, Milano e Roma, presentano (ore 11.30, ingresso libero) l’opera realizzata nel corso della settimana di workshop appena trascorsa seguendo la visione disegnata dallo stesso Friedman sulle foto del prato di Nml, all’interno della più grande installazione da lui concepita con Jean-Baptiste Decavèle e che già ospita un suo tappeto fatto di pietre fluviali.
Grazie alla collaborazione con il Fond de Dotation Denise et Yona Friedman, il modello già esistente del “Rifugio per tutti” (2019) di Friedman-Decavèle viene ampliato per diventare “La Cité des Refugiés”. Un intervento che getta nuova e propositiva luce sul ruolo dell’Abruzzo nel dibattito contemporaneo. La nuova opera realizzata si compone di 40 moduli abitativi costruiti con 240 cerchi di ferro, soluzioni semplici e adattabili che, come voluto da Friedman, si sviluppano senza piani architettonici e urbanistici. I cubi infatti non richiedono fondamenta, sono posizionati direttamente sul terreno e la loro forma può essere cambiata di volta in volta, dando vita ad una vera e propria architettura mobile. Per l’occasione si attende dal Belgio la macchina dell’artista Honoré d’O, trasformata in una vettura d’arte e guidata da lui stesso da Gent a Loreto Aprutino. Dopo aver superato ampiamente i 500.000 km, l’artista durante il lockdown ha deciso di farne uno strumento di condivisione messo a disposizione della collettività diventando così “No Man’s Car”, l’autovettura di tutti.
Nella stessa giornata si presenta al pubblico, inoltre, l’opera “My private moon” dell’artista Leonid Tishkov, prodotta da Zerynthia per il Todi Festival 2014 e ora installata in modo permanente a Nml. Si tratta dell’opera simbolo dell’artista che dal 2003 gira il mondo con la sua luna privata dall’Europa alla Nuova Zelanda passando per Cina e Giappone, una sorta di poema visuale in movimento. Si prosegue alle 15.30 in una tenuta nelle vicinanze di Loreto Aprutino dove è in programma “Jam Session for Yona in words and sounds” trasmessa in streaming da Ram radioartemobile, piattaforma per l’arte contemporanea. Di seguito, in presenza o tramite “pillole” dal mondo, brevi interventi di non oltre tre minuti di artisti, musicisti, curatori, filosofi e scienziati per mandare a Yona un augurio nell’universo, con i contributi di Marianne Friedman Polonsky, Alvin Curran, Evelyne Jouanno, H.U. Obrist, Hou Hanru, Cecilia Casorati e altri. Come ricorda il presidente Pieroni «No Man’s Land Foundation è ispirata al pensiero di Yona Friedman con l’obiettivo di promuovere progetti culturali, artistici e didattici di valorizzazione e riuso di beni comuni. La Fondazione intende rispondere in modo flessibile alle esigenze mutevoli dei vari contesti socio culturali di riferimento. La sua missione è il coinvolgimento diretto del pubblico, valorizzando i principi friedmaniani di autonomia, adattabilità, sostenibilità e auto organizzazione». Fondazione Nml ospita già le installazioni permanenti di Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle (2016 e 2019), di Alvin Curran (2017), di Jimmie Durham (2019), di Alberto Garutti e di Donatella Spaziani (2020) e di Fabrice Hyber (2021). L’accesso a Nml che festeggia i suoi primi 5 anni di attività, è gratuito, giorno e notte per tutto l’anno.