La comicità di Matano e Maccio Capatonda: comincia lo show in tv

Da stasera su Prime Video c’è l’attore-regista vastese Con lui Maria Di Biase, Edoardo Ferrario e Aurora Leone
ROMA. «Ridere fa bene a tutti, è noto, ma anche nei momenti critici ci si può distrarre, non abbattersi e i comici hanno un compito alto, intrattenere, guai se venisse meno. Noi viviamo per il pubblico: ognuno ha il suo modo, la sua impronta, la sua cifra». Parola Di Frank Matano, ideatore e conduttore del varietà Prova prova sa sa, al via da stasera su Prime Video, un comedy show, prodotto da Endemol Shine Italy, incentrato sull'improvvisazione e sull'intrattenimento tutto da ridere con Matano direttore d'orchestra dietro il bancone della conduzione e un cast fisso formato da «quattro comedians eccezionali». Tra i quali, oltre a Edoardo Ferrario e Aurora Leone dei Jackal, ci sono anche il vastese Maccio Capatonda e la molisana Maria Di Biase. «Ho una stima profonda per loro quattro», confessa Matano.
Il programma nasce da un format americano, ha svelato il comico nel corso della presentazione, ma rispetto all’originale, «sono stati modificati tutti i contenuti per adattarli ai nostri riferimenti culturali». «Si ispira a un programma americano che guardavo con i miei nonni: mia mamma è statunitense, in America da bambino seguivo lo show Whose line is it anyway?, un format di successo e pluripremiato creato da Dan Patterson e Mark Leveson. Mi aveva letteralmente fulminato, quando avevo circa 18 anni avevo tradotto tutte le battute in italiano. Farne un programma era il mio sogno che ora si è realizzato».
Ma cosa rende unico questo show? «È improvvisazione nella sua forma più radicale, è come se uno dei comici ogni volta si lanciasse da un aereo con uno zainetto e scoprisse solo alla fine se lo ha fatto con le pentole o con il paracadute. Una formula che nasce dal teatro, a San Francisco, poi è stato adattato per la tv diventando famosissimo negli Stati Uniti. È una celebrazione della comicità, una vera sfida ma pura».
Secondo il comico abruzzese Maccio Capatonda, «la velocità del format ne costituisce il punto di forza, perché ogni prova dura cinque, sei secondi, per un totale di dieci prove a puntata».
In ognuna i quattro comici devono esibirsi in una serie di sketch e sfide improvvisate, talvolta decise dal conduttore, altre volte basati sui suggerimenti del pubblico in studio. Alcuni sketch sono individuali, altri prevedono il coinvolgimento di due o più comici. In ogni episodio, inoltre, c'è una guest star che irrompe nel programma e improvvisa insieme al cast. Uno show con un grande potenziale di contenuti virali e social, grazie a una scena semplice e fortemente riconoscibile, a sketch comici dal ritmo veloce, ai giochi e alle prove facilmente replicabili. Nel corso della puntata il conduttore assegna dei punti agli artisti che hanno fatto più ridere o che hanno dato il massimo per la loro performance. L'assegnazione dei punti è del tutto arbitraria, un vero e proprio pretesto per aggiudicare un vincitore dì puntata e celebrarlo in maniera ironica. «A volte capita di uscirsene con delle battute volgari, ma in questo caso ero troppo impegnato a capire cosa fare per pormi il problema di cosa non dire», continua Capatonda. «Alcuni politici sono un po’ dei comici mancati», aggiuge.
Frank Matano sul rischio di similitudine con l’altro programma comico di Prime, Lol, specifica, «il meccanismo è diverso, poiché in Lol l'improvvisazione non è il veicolo principale, i comici si preparavano, qui vanno al buio». Poi rivela che prenderà parte alla terza stagione di Lol chi ride è fuori. Matano, che si trova al bancone, confessa di aver avuto la tentazione di lanciarsi sul palco, essendo un artista a 360 gradi. «Sì, ti viene in automatico, un paio di volte mi sono buttato nel gruppo».
In ogni puntata ci saranno anche degli ospiti, ovvero Francesco Mandelli, Valeria Angione, I Soldi Spicci e Corrado Nuzzo, mentre Giulia Pagliaricci si occuperà di fornire l'accompagnamento musicale. Del canovaccio, spiega Maria Di Biase: «Abbiamo registrato lo scorso luglio, quindi non ci saranno riferimenti alla stretta attualità. In un format come questo, dove si improvvisa, bisogna saper leggere quando la cattiveria c'è e quando non c'è».