La commedia dell’emigrazione in Sudamerica

4 Febbraio 2018

Oggi al Piccolo Teatro dello Scalo a Chieti lo spettacolo “Io non avevo mai deciso di volare”

CHIETI. Ritorna al Piccolo Teatro dello Scalo la compagnia Onirika del Sud di Pierpaolo Saraceno, con Pierpaolo Saraceno, Maria Paola Tedesco e Alessandro Lo Piccolo. Ad andare in scena, oggi alle 18, nel teatro di Chieti Scalo, sarà un spettacolo divertente e amaro sull'emigrazione degli anni Cinquanra dalla Sicilia verso il Sudamerica intitolato “Io non avevo mai deciso di volare”. Il biglietto d’ingresso costa 10 euro(8 euro il ridotto).
«Entriamo in una stanza, in un luogo dove i “carbonari” svolgono costantemente il loro lavoro», si legge nelle note di regia dello spettacolo. «Un luogo vuoto con una piccola prua di una nave, luminosa, al centro. Cosa sarà mai quella prua, una grande speranza? La pace con se stessi? Una fine? C’è un viaggio infinito di un uomo, che per sbaglio entra in quella stanza buia, ma calda, un viaggio oltreoceano attorno a quelle terribili condizioni degli antichi emigranti. Un viaggio dalla Sicilia a Buenos Aires. La stanza dove entriamo è la stanza del sudore, dei ripensamenti e pentimenti. È il posto dove l’anima di due poveri uomini, dai grandi sogni, per un attimo si sofferma prima di strapparsi dal corpo».
«Una chiromante guarda attraverso le carte ciò che quest’ uomo, di nome Ciccio, ha in mente», proseguono le note. «Legge chiaramente il pensiero di quest’ultimo: che la vita è la cosa più preziosa.. La vita è una corsa verso il nuovo continente. “Compà” è la parola chiave, segno di una grande amicizia. Il tentativo folle e disperato di arrivare fino alla fine, prima della morte, di mostrarsi capaci al combattimento duro e faticoso con questa vita . Chi dei due? Chi è il prescelto? A chi tocca? E soprattutto perché toccherà a chi non vuole andare oltre le nuvole, a chi non si è mai fermato, a chi alimenta costantemente le idee, le scoperte, i progetti?
Tra Ciccio e Salvatore c’è una grande ironia, un grande gioco, tanta musica e voglia di espandere la propria arte altrove. La chiromante sa tutto, anche come finirà, riferendo costantemente ogni singolo punto a Santina, la fidanzata di Ciccio, quella donna non presente in scena, alla quale si rivolge.Tutto è in continuo movimento», concludono le note, «i gesti, i ricordi, le parole di conforto, i rimorsi, desideri e voglie di qualcosa di strano».
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