La corsa agli Oscar: in finale più donne e afro-americani

14 Marzo 2021

Domani l’annuncio dei candidati: l’Italia punta su Gianfranco Rosi e Laura Pausini

NEW YORK. La corsa per gli Oscar entra nel vivo a chiusura dell'anno più orribile di Hollywood: con due mesi di ritardo sul solito calendario, lunedì saranno annunciate le nominations e l'Italia spera in “Notturno” di Gianfranco Rosi.
“Nomadland” con Frances McDormand è il favorito della vigilia, mentre le polemiche ai Golden Globes che hanno costretto la Hollywood Foreign Press a riformarsi in nome della diversità, fanno sì che le chance di vedere in finale donne e afro-americani siano oggi più alte che mai. La categoria miglior regista potrebbe fare la storia dopo che ai Globes sono entrate in corsa Chloe Zhao (“Nomadland”), Emerald Farrell (“Una donna promettente”) e Regina King (“One night in Miami”), con la vittoria, alla fine, della cinese, seconda donna di sempre dopo Barbra Streisand. Zhao e Farrell sono in corsa anche per il premio Dag, (Directors guild of America) assieme a Lee Isaac Chung (“Minari”), David Fincher (“Mank”) e Aaron Sorkin (“Il processo ai Chicago 7”). Fino a dieci nomination sono in palio per il miglior film, il premio più prestigioso: “Nomadland, “Il processo ai Chicago 7”, “Una donna promettente”, “Minari” e “Mank” hanno la candidatura in tasca, visto il successo ottenuto in questa stagione dei premi, e potrebbero vedersela con “Borat Subsequent Moviefilm”, “Judas and the Black Messiah”, “Ma Rainey's black bottom”, “One night in Miami” e “Sound of metal”, i candidati al premio dei produttori, mentre “The father” e “The Mauritanian” sono piaciuti ai Bafta (l'Academy ha un nutrito gruppo di elettori britannici). Infine “Da five bloods”, candidato per il miglior cast dalla Screen Actors Guild.
Il film di Spike Lee sul Vietnam potrebbe meritare una candidatura postuma a Chadwick Boseman, in corsa anche per “Ma Rainey”. E con lui potrebbero arrivare in finale altri attori afro-americani tra cui la co-star Viola Davis (“Ma Rainey”), Riz Ahmed (“Sound of metal”), Leslie Odom Jr. (“One night in Miami”) e Daniel Kaluuya (“Judas and the Black Messiah”), più Delroy Lindo (“Da five bloods”) e Andra Day, che ha vinto il Globo d'oro a a sorpresa per “The United States vs Billie Holiday”.
Per l’Italia, “Notturno” di Rosi è entrato nella lista dei documentari, accanto a Laura Pausini per la miglior canzone originale (“Io sì”) per “La vita davanti a sé” di Edoardo Ponti, che concorre anche per la colonna sonora di Gabriel Yared. Hanno un che di italiano anche le potenziali candidature del documentario a stelle e strisce “Truffle hunters”, girato nelle Langhe, di cui Luca Guadagnino è produttore, e di “Due” dell'italiano Filippo Meneghetti, che la Francia ha portato tra i migliori film stranieri. Più il “Pinocchio” di Matteo Garrone, grazie al make-up del britannico Mark Coulier.
Una riflessione infine sulle piattaforme in streaming a chiusura di un anno in cui molti film, anziché uscire nelle sale, sono stati consumati tra le mura di casa: Neflix ne ha parecchi in gara per la categoria Miglior film, tra cui «Il processo ai Chicago 7,» «Mank,» «Ma Rainey's black bottom» e «Da five bloods,» mentre Amazon punta su «One night in miami,» «Sound of metal» e «Borat». Ma anche per titoli come «Nomadland» e «Judas and the Black Messiah», usciti in formato limitato al cinema, il grosso dell'audience è stato rispettivamente su Hulu e Hbo.