La Cucina d’Abruzzo apre i battenti a Torino

PESCARA. Più che sbarcare a Torino, la cucina abruzzese ci arriva in treno. Lo racconta senza mezzi termini la grande insegna “La Cucina d'Abruzzo”, da poco comparsa nello storico edificio...
PESCARA. Più che sbarcare a Torino, la cucina abruzzese ci arriva in treno. Lo racconta senza mezzi termini la grande insegna “La Cucina d'Abruzzo”, da poco comparsa nello storico edificio ottocentesco della stazione di Porta Susa, riqualificata con il nuovo progetto del Mercato metropolitano. Una realtà, nata a Milano e poi arrivata a Torino, che vuole rappresentare un luogo d'incontro delle tantissime e particolari tradizioni culinarie italiane.
Il progetto sta contagiando il capoluogo piemontese con vari corner visitati ogni giorno da un numero sempre crescente di persone e a rappresentare l'Abruzzo con la sua ricca e variegata cucina c'è un giovane imprenditore, Pierluigi Merolli, che ha deciso di raccontare le storie legate alle materie prime e al cibo della sua terra negli spazi della “Cucina d'Abruzzo. Terre del Gran Sasso”, stand in cui propone rinomati piatti delle provincie abruzzesi e rivisitazioni delle tante specialita tipiche della regione, anche grazie al contributo dello chef stellato Piercarlo Zanotti.
L'idea, come spiega Merolli, è stata quella di coniugare slow e fast food, in linea con lo scenario del Mercato metropolitano, presentando i must della nostra cucina regionale, dagli arrosticini alle pallotte cace e ove, ma proponendo anche varianti ovine delle polpette e degli hamburger per esempio. La vera sfida è garantire ogni giorno la qualita assoluta delle materie prime, racconta Merolli, e per farlo, per garantire l'eccellenza del piatto finale, “La Cucina d'Abruzzo” ha scelto di collaborare con i microproduttori della Dmc Gran Sasso, utilizzando prodotti locali come il pane di solina, tipica farina di frumento tenero già presidio Slow Food, dell'azienda Terre del Tirino, o come il pomodoro a pera, famoso per l'abbondante e succosa polpa, e l'olio dop dell'azienda agricola Il Cignale.
Giorgio D’Orazio
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