La festa per l’Abruzzo con Viani and friends

Il regista teatino e il Coro delle 9 celebrano la regione in una serata speciale ad Ari
ARI. Dino Viani and friends, un nuovo omaggio all'amato Abruzzo con tante storie da raccontare. Il regista di Ari leva il suo canto alla terra madre, «così fragile e così fiera a dispetto delle avversità». Ieri sera, lungo gli Scaloni del centro storico di Ari, con il Coro delle 9 diretto da Ettore Maria Del Romano, un viaggio tra suoni, memorie, luoghi. «Un modo lieve per riappropriarsi di valori identitari a volte dimenticati», ha spiegato il regista. All'happening hanno preso parte Gisella Orsini, scrittrice e sceneggiatrice, Giovanni Tavano, antropologo, Dante Marianacci, poeta e scrittore, Giuliana Adezio, attrice, Maurizio Di Marco, attore, Daniele Volpe, organetto, e lo stesso Viani quale maestro concertatore. La serata è stata promossa dall'amministrazione comunale e da "Uno spot per l'Abruzzo”, ensemble di artisti vari attivatisi intorno al progetto di raccolta fondi in sostegno di un film sull'Abruzzo martoriato dalle calamità. Il pezzo forte della serata è stato offerto da Viani. Si tratta della Lettera all'Abruzzo, scritta da un Viani particolarmente toccato dai fatti drammatici di Rigopiano. Lettera integralmente pubblicata dal Centro nei mesi scorsi e qui riproposta in parte: «É l'alba sul promontorio di Ortona. Il sole sta per fare capolino sul mondo. Alcune lucciole sorprese dalle prime luci del giorno vagano spaesate nella penombra. La brezza che giunge dal mare accarezza le messi di grano e le ginestre in fiore. Il vecchio Basilio Cascella è lì, confuso nel paesaggio, con i suoi figli armati di pennelli e colori. "Disegnate quest'aria!" esclama verso di loro con un filo di voce, quasi a non voler disturbare quella quiete. Quella stessa aria che qualche hanno dopo Tosti riporta in musica: "...non senti tu nell'aria un profumo che si spande, primavera...».
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