La grande mostra-evento al Macte di Termoli con 100 tavole di Jacovitti

8 Ottobre 2023

“Tutte le follie di Jac” per esplorare il mondo dell’artista molisano L'esposizione curata da Luca Raffaelli è visitabile fino al 24 febbraio 

Il mondo surreale, le invenzioni giocose, scomode e irreverenti, lo sguardo che anticipava il futuro: l’arte di Benito Jacovitti viene celebrato in questi giorni in una grande mostra evento. L’esposizione, dal titolo che è già un proclama, Tutte le follie di Jac!, ha aperto i battenti ieri al Macte, Museo di Arte contemporeanea di Termoli, in occasione della diciannovesima Giornata del Contemporaneo e del centenario della nascita del grande fumettista molisano.
La mostra, aperta fino al 24 febbraio a cura di Luca Raffaelli, si snoda attraverso cento tavole originali, riproduzioni e vario materiale di approfondimento, per offrire ai visitatori la possibilità di entrare nello strano mondo animato di questo artista, permettendo di ruconoscere e approfondire le invenzioni tecniche e linguistiche care all'artista.
Benito Franco Giuseppe Jacovitti è davvero uno dei geni dell’illustrazione. Nato a Termoli il 9 marzo 1923, ben presto con la famiglia si trasferì nella vicina Ortona e poi a Firenze dove frequentò il liceo artistico. Giovanissimo esordiente nel mondo dei fumetti, è diventato ben presto un importante nome di riferimento della cultura popolare e del fumetto del Novecento. Dal suo pennino sono nati personaggi divenuti celebri nell’immaginario popolare. Sterminato l’elenco delle sue invenzioni: da Zagar (erede di Macchia Nera) a Giacinto corsaro dipinto, da Mandrago (parodia di Mandrake) a Battista ingenuo fascista, con il suo “eja, eja, baccalà”, fino all’inarrivabile cowboy Cocco Bill, che per certi versi ha anticipato il western comico all’italiana. Le strisce del fumettista termolese sono state pubblicate su Il Vittorioso, il Corriere dei Piccoli e il Corriere dei Ragazzi, le sue vignette hanno dato vita al famoso Diario Vitt, che ha accompagnato per più trent’anni, dal 1949 al 1980, intere generazioni di scolari italiani.
Tutte le follie di Jac! propone un esauriente e divertente percorso alla scoperta di un fantastico mondo animato, popolato dai personaggi classici di Jacovitti e da quegli ineffabili segni – salami, lische di pesce – inseriti in maniera imprevedibile e poi diventati uno stile personalissimo e riconoscibile. Jacovitti inventava una narrazione in bilico tra l’incomprensibile e l’irresistibile, straripante di personaggi e oggetti, surreale, costruito grazie a un metodo di lavoro unico che lo portava a creare disegni, storie e dialoghi direttamente con la china.
«La mostra», spiega il curatore Luca Raffaelli, «parte dall'analisi della sua capacità di improvvisazione fumettistica e indaga, nelle varie sezioni espositive, le caratteristiche più importanti del suo metodo di lavoro: i riempitivi, salami, vermi e invenzioni che, senza alcun motivo logico o narrativo, invadono le sue tavole; i continui giochi di parole, le assurde linee cinetiche che mostrano i movimenti dei personaggi; le onomatopee del tutto particolari per cui il suono di uno schiaffo è proprio “schiaffo!”, il corpo, tagliato, spezzato, fatto a fette (a volte senza neppure procurare dolore), e la sua innovativa rottura della quarta parete, per cui i personaggi in difficoltà possono rivolgersi direttamente ai lettori o al loro creatore».
Troppo surreale per essere compreso dai contemporanei, fu perseguitato con l’accusa di essere fascista, e il nome non aiutava certo, ma lui amava definirsi «estremista di centro» e realizzò manifesti per la Dc nel 1975, ma collaborò anche con il teramano Marco Pannella e con il Partito radicale, per cui disegnò i manifesti per la campagna divorzista.
La mostra al Macte è visitabile anche oggi, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Nei prossimi giorni, l’apertura al pubblico del museo sarà solo nei giorni feriali, dal mercoledì al sabato, ore 10-13 e 15-18.30. La mostra al Macte è parte del progetto Jacovittissimevolmente, realizzato in collaborazione con il Maxxi, Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, che dal prossimo 25 ottobre 2023 fino al 18 febbraio 2024 ospiterà L’incontenibile arte dell’umorismo, a cura di Dino Aloi e Silvia Jacovitti con Giulia Ferracci, che proporrà i cento personaggi creati nel corso della sua lunga e vivace carriera. Due progetti paralleli e complementari che contribuiscono ad approfondire la galassia creativa dell’autore e celebrano, a cento anni dalla nascita, nelle due città cui era più legato, il suo mondo fantastico, la sua inventiva giocosa, scomoda e irreverente e il suo sguardo precursore.
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