La lezione di inclusione di Pino Daniele nel libro del figlio Alessandro

Non solo un libro biografico, ma «una lezione di inclusione sociale, che spero possa essere d’esempio a chi si ferma davanti alla prima difficoltà». Così Alessandro Daniele descrive Tutto quello che...
Non solo un libro biografico, ma «una lezione di inclusione sociale, che spero possa essere d’esempio a chi si ferma davanti alla prima difficoltà». Così Alessandro Daniele descrive Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce, il libro che ha scritto su suo padre Pino (Rai Libri). «Mancava», racconta Alessandro Daniele, «un libro biografico su mio padre, che non amava mettersi in vetrina. Ho cercato di raccontare come lui parlasse di sé nei suoi arrangiamenti: alcuni suoi brani ritmicamente rappresentano un modo di muoversi, gesticolare della sua generazione e della sua Napoli».
Il mitico cantante scomparso nel 2015, «aveva la capacità di trasferire stati d'animo attraverso gli accordi. Ogni tanto diceva “è importante il sentimento”, una frase che», riflette il secondogenito del cantautore, «ho capito con il tempo». In quattro anni di ricerca, Alessandro, per quindici anni personal manager del padre, ha confrontato i suoi ricordi familiari e di amici, finendo per rievocare episodi dimenticati: «non voglio fare guardare la vita di mio padre dal buco della serratura», sottolinea, «voglio testimoniare l'esperienza umana di inclusione sociale, che rifiutava le discriminazioni sociale, culturali, geografiche, fino alla disabilità. Papà ebbe un grave problema agli occhi, mai risolto, ma non si fermò davanti al problema, andava persino in moto negli anni '90. Sono aneddoti che racconto nella speranza di ispirare i lettori a non perdere mai la speranza». Alessandro dirige la Fondazione Pino Daniele e il progetto contro la povertà educativa I suoni delle emozioni, cui andranno i proventi del libro. «Ha sempre vissuto con disagio la popolarità, cercando di superare il problema di essere Pino Daniele. Il suo equilibrio stava nel cambiamento. Nella solitudine trovava la libertà di essere uomo e artista. Ognuno ha il suo Pino Daniele, il mio», conclude il figlio, «è quello con la sua chitarra, lontano dai discografici e dalla gente».