La natura abruzzese palcoscenico e platea di spettacoli itineranti

Il cantastorie Sacerdote narra leggende in dialetto sui monti l’attrice e guida D’Amico in scena sul Sentiero della libertà
Ripartire dall’abbraccio forte e selvaggio della natura abruzzese, camminando, immergendosi nelle storie, universali, di pastori e contadini del posto, santi eremiti, folletti e fate, presenze magiche, voci della memoria e dei luoghi «perché la natura ci parla e noi non possiamo fare a meno di ascoltarla», diranno gli attori abruzzesi qui intervistati.
Fare teatro attraversando boschi, scarpinando nella natura equipaggiati a dovere e a distanza di sicurezza in compagnia di attori e guide esperte, è la modalità che il teatro indipendente va scoprendo, e con successo, in totale autonomia «in mancanza, ad oggi, di risposte dal governo regionale». Che in altre parole significa col rischio d’impresa. Ma significa anche sinergia con professionalità dell’ambientalismo attivo, accompagnatori di media montagna, guide alpine, educatori ambientali ben presenti in Abruzzo per vocazione del territorio. «Una modalità sostenibile di cooperazione che ci distingue dallo spettacolo a postazione fissa che non può dare le stesse garanzie di sicurezza e di conseguenza stenta a ripartire», afferma Marcello Sacerdote, giovane eclettico attore pescarese, contastorie e musicista (con I Lupi della Majella) specializzato in teatro nella natura già in era avanti Covid19.
Una vocazione naturale, racconta, che nella fragilità dell’emergenza attuale si fonde con il ruolo civile dell’artista «di testimoniare, esserci, portare storie che fanno bene al cuore di chi le ascolta, nei borghi e nei sentieri di montagna». Con la sua associazione Cuntaterra e l’organizzazione di Trekking Abruzzo, Sacerdote è ripartito domenica scorsa dando appuntamento al pubblico a Pescocostanzo nel bosco incantato di Sant’Antonio per una passeggiata scandita da storie magiche, leggende popolari che possono aiutarci, dice, a capire meglio la nostra identità e dove stiamo andando. Già da metà giugno si replica negli scenari sulla Maiella e Maielletta, poi nel teramano e nel chietino, escursioni teatrali dalla montagna al mare la strada è aperta e in divenire, confida l’attore premio Trilussa 2019.
Pronta a rivivere l’emozione di «tornare a raccontare dal vivo dopo 110 giorni» lo scorso 2 giugno sul Sentiero della Libertà nella selvaggia Valle dell’Orfento a Caramanico Terme, si dice l’attrice (e guida ambientale) Francesca Camilla D'Amico, moderna cavaliera errante che nella Maiella madre e nelle sue infinite storie di uomini e lupi ha trovato un’identità artistica che la sta portando in alto, quest’anno in finale in due premi nazionali, l’Otello Sarzi e In-Box Verde con lo spettacolo liberamente ispirato alla vita del biologo abruzzese Paolo Barrasso. In collaborazione con le guide di Majambiente il suo Bradamante Teatro dà nuovo appuntamento oggi con “Il sentiero della libertà”, escursione teatrale premiata da Legambiente con l’Oscar Ecoturismo 2020. Cinque ore di cammino con soste, visita guidata e letture dal diario del soldato neozelandese John Evelyn Broad, storie della silenziosa resistenza dei caramanichesi all’occupazione nazista. Dal Parco nazionale della Majella al Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise ancora con Bradamante il prossimo 28 giugno, con “L’Abruzzo magico” nel Bosco della Difesa, organizzato da Trekking Abruzzo, a rievocare leggende e personaggi della fantasia popolare delle genti della montagna abruzzese.
Luglio e agosto escursione per famiglie nella faggeta di Lama Bianca a osservare il mondo con gli occhi di una famiglia di lupi e «imparare da loro», annuncia Francesca. «Fare teatro in natura non significa trasformare il bosco in un palcoscenico. Dobbiamo imparare ad osservarlo e capire come, attraverso l’arte, poter interagire con il mondo selvatico». L'attrice-narratrice pescarese vede però la ripresa «lenta»: «Non sarà una vera ripresa, le organizzazioni di spettacoli dal vivo hanno difficoltà a mettere in atto le normative di sicurezza, più dispendiose anche in termini di personale. Noi indipendenti siamo abituati a cavarcela da soli, con la programmazione sono già proiettata al gennaio 2021».
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