La polemica infiamma il web: «Ibrahimovic fuori dal Festival»

28 Gennaio 2021

Nuova grana per Amadeus, dopo le offese a Lukaku E Naomi Campbell alla prima serata: «Parlerà di Mandela»

PESCARA. La scena madre di San Siro tra Ibrahimovic e Lukaku lascia i campi da calcio per trasferirsi come un fiume in piena sul web, dove moltissimi utenti si chiedono se sia opportuno confermare la presenza a Sanremo, come ospite speciale in quasi tutte le serate, dell’attaccante svedese, come era stato anticipato nei giorni scorsi dal direttore artistico Amadeus.
Le parole di Ibrahimovic con il riferimento a riti voodoo non sono piaciute ai più, nonostante la successiva (e a quanto pare poco efficace) precisazione sui social, e sono state giudicate, più che offensive, oltraggiosamente razziste. Parole del tutto fuori luogo per chi vorrebbe aspirare a salire sul palco di uno spettacolo che rappresenta un rito culturale collettivo del Paese. Oltretutto, fanno notare alcuni, pagato con denaro pubblico (secondo indiscrezioni, un cachet di 50 mila euro a serata).
E mentre è già in trend topic l’hashtag #ibranograzie, anche sugli altri canali d’informazione è un coro unanime di condanna. In testa il Codacons, che invia una diffida formale alla Rai contro l’intervento di Ibra al Festival. «La Rai,» scrive il presidente dell’associazione Carlo Rienzi, «rischierebbe di far passare l'errato messaggio che l'azienda avalla il razzismo. Al contrario Sanremo, così come lo sport e gli spettacoli in generale, dovrebbe essere il tempio dell'uguaglianza e del rispetto di ogni individuo e di ogni diversità». Interviene anche, questa volta su Radio Capital, il vice presidente del Senato Ignazio La Russa: «La Rai dovrebbe invitare Ibrahimovic a Sanremo dopo gli insulti a Lukaku? Non dovrebbero, ma lo vorranno a maggior ragione proprio per quello: siccome è Ibra fa audience. E l’audience vince su tutto». «Insulterà qualcun altro probabilmente,» prosegue, «ma per lui non valgono i criteri per i quali ad altri è toccato scusarsi per insulti razzisti». «L’obiettivo è l’audience», conclude La Russa, «anzi, credo che chiederà un aumento di cachet». Mentre per Claudio Scajola, sindaco di Imperia «lo spettacolo indegno andato in scena mi fa dire che non è concepibile avere Ibrahimovic come ospite d'onore al Festival di Sanremo». E ancora: «La gravità delle parole pronunciate non può passare come se nulla fosse: serve un atto forte, simbolico, di condanna. Il servizio pubblico non può girarsi dall'altra parte».
La querelle non poteva arrivare in giorno meno propizio, proprio quello in cui Amadeus svela il nome della co-conduttrice della prima serata del festival: sarà Naomi Campbell, che parlerà anche della «sua amicizia con Nelson Mandela» e delle «sue battaglie per i diritti civili contro il razzismo». «Questa estate - spiega il direttore artistico e conduttore - ho visto un servizio in tv su di lei e su quello che rappresenta al di là della moda. In totale vedrete dieci donne al mio fianco: alcune per una sera, altre per tutta la settimana e si rappresenteranno come preferiranno. Naomi potrà raccontare ciò che il pubblico non sa e le appartiene».
Ma nel giorno delle polemiche, il caso Sanremo approda anche sul tavolo del Comitato tecnico scientifico. È il ministro della Salute, Roberto Speranza, a coinvolgere gli esperti, chiedendo indicazioni su quel «protocollo di sicurezza per artisti e maestranze», sollecitato nei giorni scorsi dall'industria discografica. Speranza ribadisce che valgono le norme previste dal Dpcm in vigore, «che consente lo svolgimento di spettacoli in assenza di pubblico», e invita il Cts a pronunciarsi «in tempo utile». Una data per una riunione non sarebbe stata ancora fissata: gli esperti attendono probabilmente il testo del protocollo sanitario e organizzativo che la Rai sta mettendo a punto e che dovrebbe essere pronto all'inizio della prossima settimana. Domani a Viale Mazzini se ne parlerà anche in cda: all'ordine del giorno è prevista un'informativa su Sanremo. L'orientamento del Cts è ribadire il no al pubblico in sala: su questo aspetto l'intenzione dell'azienda è escludere il pubblico pagante o a inviti, aprendo la platea dell'Ariston a circa 400 figuranti contrattualizzati considerati parte integrante dello spettacolo. Uno spettacolo televisivo, come hanno già chiarito Amadeus, la Rai e il direttore di Rai1 Stefano Coletta: «Andrà in onda uno show dall'Ariston e sarà protocollato come evento televisivo. Abbiamo lavorato con la prefettura, con la Asl di Imperia per farlo. Sotto l'egida del Dpcm Sanremo potrà essere meno rischioso. Attenersi al decreto garantisce il rispetto di regole molto strette». Un festival «in grandissima sicurezza» che metterà «al primo posto la salute di tutte le persone coinvolte». Se la Fimi è soddisfatta («Speranza chiede a Cts protocollo sanitario per artisti. Accolta la richiesta delle associazioni dei discografici», twitta il ceo Enzo Mazza), la Slc Cgil chiede «rigore estremo» nell'applicazione delle regole al festival, evitando «soluzioni fantasiose e potenzialmente rischiose per la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori», ma riconosce anche che «l'apertura del Teatro Ariston e l'estrema visibilità del programma televisivo accendono i riflettori sull'intero settore dello spettacolo e sul rischio di desertificazione che corre a fine pandemia».