La pop art di Warhol e Schifano inaugura l’Imago Museum

Due esposizioni permanenti e uno spazio di 1200 mq Una casa per l’arte contemporanea nel cuore di Pescara
PESCARA. L’arte contemporanea trova uno splendido luogo d’elezione, proprio nel cuore di Pescara, protetta dalle linee sobrie e rigorose del Palazzo ex Banco di Napoli, gioiello dell’architettura razionalista, tra Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele. Domani alle 10.30, con la mostra inaugurale “Warhol e Schifano tra pop art e classicismo” e accompagnato dal claim “L’Arte che ci farà riabbracciare”, aprirà le sue porte alla città l’Imago Museum, spazio espositivo destinato a diventare un tassello fondamentale della vita culturale dell’intera regione.
Un progetto che non interesserà solo il mondo artistico, ma l’intero panorama socio-culturale del territorio. Il polo museale offrirà oltre 1200 mq di spazio da destinare a mostre temporanee di arte moderna e contemporanea e all’esposizione permanente delle sue collezioni.
La mostra di apertura percorre l’esperienza artistica di due Maestri, Andy Warhol e Mario Schifano, tra i più influenti dell’arte e della cultura contemporanea. Warhol, padre della pop art, con la sua curiosità onnivora ha lasciato un corpus di lavori che abbraccia ogni mezzo, contribuendo a determinare il crollo dei confini tra la cultura alta e quella bassa. La sua immensa produzione, capace di dare “cittadinanza” all’oggetto industriale, si è intersecata con tutti gli aspetti della cultura pop ed è racchiusa, nell’esposizione di Pescara, in opere originali dai colori brillanti quali serigrafie, stampe, fotografie, disegni, poster, manifesti e copertine di riviste: ben 101 lavori (della Rosini Gutman Collection) che vanno dal 1957 fino alla soglia degli anni Novanta. Schifano, personalità emblematica della pop art non solo italiana, è raccontato soprattutto dalla fitta trama di frammenti sottratti dal flusso televisivo e reinterpretati. In mostra 301 foto ritoccate con smalti, il nucleo di una altrettanto vasta produzione relativa prevalentemente agli anni ‘80. Dall’interesse per la tecnologia e dall’attrazione verso un flusso visivo (si veda Uomo sulla Luna del 1975) si assiste ad un’intensa ricerca che testimonia l’impegno civile dell’uomo Schifano negli ultimi anni di esistenza, ovvero gli anni ‘90. Attraverso 15 tele, 10 carboncini e 2 opere a tecnica mista, tutte esposte, l’artista rende il suo omaggio alla dimensione femminile e ad un “classicismo” mai tradito.
Ma il polo museale può vantare già due collezioni di grande pregio in esposizione permanente: al primo piano le opere donate da Alfredo Paglione, 130 pezzi tra dipinti e sculture, di una settantina di artisti del XX scolo, tra cui Aligi Sassu e Pietro Cascella, ma anche dei maggiori esponenti della Realidad spagnola. Il secondo piano è invece riservato alla collezione di opere di Mario Schifano, tra cui uno spettacolare tappeto di scena dipinto per la compagnia di danza di Aurelio Gatti. Il piano rialzato, infine, sarà dedicato all'arte nordeuropea e alle mostre temporanee. Gli spazi dell’Imago Museum sono stati realizzati nell’ottica di offrire la migliore interazione tra la luce, lo spazio e le opere d’arte: un viaggio esperienziale per ritrovare il grande potere sociale dell’arte.