La porta della natura di Jimmie Durham a Loreto

1 Settembre 2019

Inaugurata l’installazione dell’artista Leone d’Oro alla carriera alla Biennale «Non conosci mai la risposta del pubblico al tuo lavoro: lo dirà il tempo»

LORETO APRUTINO. Un’antica porta di legno a due ante posata sul terreno, sotto la grande quercia e tra gli alberi di noce che ora accolgono un nuovo permanente segno umano e artistico, l’installazione “Solid Ground” di Jimmie Durham, l’artista nativo americano Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia di quest’anno. Come in un grande arazzo naturale quella porta sta lì a ricordare della misericordia della natura, della sovrumana capacità di trasformare il passaggio umano in racconto immortale. Idea della metamorfosi della vita e invito a guardare oltre il visibile, a ribaltare convinzioni acquisite – la porta non è piantata in verticale –, a porsi domande piuttosto che trovare risposte. “Solid Ground” gode della partecipazione di imprenditori abruzzesi e della media partnership del quotidiano il Centro e Rete8.
Per farci entrare - metaforicamente - in comunicazione con la potenza della natura, Jimmie Durham si è affidato alla suggestione del paesaggio abruzzese stretto tra montagna e mare, la campagna aprutina, scenario privilegiato da Zerynthia per gli accadimenti della No Man’s Land (Nml) Foundation, intervento permanente site-specific di Yona Friedman e Jean Baptiste Decavèle nella contrada Rotacesta di Loreto.
Nato in Texas nel 1940, performer e poeta impegnato per i diritti civili (attualmente vive tra Napoli e Berlino), Durham è ospite della Fondazione Nml. Questa mattina a partire dalle 10.30 nel parco dell’hotel Villa Maria a Francavilla, Durham sarà protagonista della tavola rotonda “La natura della cultura”, tema da lui stesso indicato con la l’artista brasiliana Maria Thereza Alves, sua compagna. Partecipano all’incontro intellettuali e artisti quali Pascal Beausse, Lorenzo Benedetti, Chiara Bertola, Riccardo Giagni, Pasquale Tunzi, modera Dora Stiefelmeyer, membro del comitato scientifico di Nml. Alla vigilia dell’inaugurazione di “Solid ground”, svoltasi ieri pomeriggio, l’artista ha inciso un albero del bosco di Rotacesta con le coordinate dell’evento. «Un artista», dice, «non sa mai della risposta del pubblico al suo lavoro, lo dirà il tempo. Oggi tanta curiosità per la novità, ma saranno più importanti i giorni a venire». Ieri, inaugurando l’installazione, Durham ha recitato questi versi: «I foiri stimano le pietre/le pietre amano i fiori».
Durham parla come un indiano mentre assaggia una scheggia di quel legno, si dice colpito dal paesaggio abruzzese e di Pescara, «più bella di quanto credessi».
«È un dialogo aperto con l’arte attraverso la condivisione di azioni, idee, bisogni e pensieri. Il progetto Nml sta rendendo questo posto un luogo internazionale, ma potrebbe accadere in qualunque altro punto del mondo», afferma il promoter dell’operazione, Mario Pieroni, presidente dell’associazione non-profit Zerynthia. «L’arte contemporanea ha coinvolto il luogo, la freschezza di pensiero dei giovani, le energie imprenditoriali del territorio, l’accoglienza delle istituzioni locali». Un’avventura visionaria, un «modello di rinnovamento etico e sociale», un progetto di sviluppo attraverso l’arte in sinergia con le realtà locali, anche il primo cittadino di Loreto, Gabriele Starinieri, ne è persuaso: «I loretesi sono orgogliosi di quanto accade a Rotacesta, si sentono parte attiva del progetto. Ci auguriamo che l’attività della fondazione No Man’s Land continui, una risorsa per il territorio e per tutto l’Abruzzo. Continueremo a coinvolgere le scuole di ogni ordine e grado, pensiamo ad attività di formazione e al turismo culturale». Al fondo si accede liberamente, a tre anni dal via il “Museo senza pareti” di Nml, la terra di tutti, ha accumulato diversi interventi permanenti realizzati da nomi illustri dell’arte e della cultura: l’architetto Yona Friedman (presidente onorario della Fondazione Nml) con l’artista Jean-Baptiste Decavèle, l’installazione permanente “Pian de Pian Piano” del compositore Alvin Curran, il progetto “Adozione di una pecora” di Gianfranco Baruchello. Un invito al pensiero autonomo e creativo com'è nelle corde di Zerynthia di Mario Pieroni e Dora Stiefelmeyer. Un progetto che dalle terre di Loreto Aprutino è sbarcato fuori regione (Biennale di Venezia, Ex Biblioteca universitaria di Sassari, Vigne Museum di Udine, Museo nazionale romano - Terme di Diocleziano) seguendo la filosofia di Yona Friedman, teorico dell’architettura mobile e dell’architettura di sopravvivenza.
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