La prima di “Cròma” di Dino Viani il corto che svela le periferie di Pescara

PESCARA. Quartiere Zanni, San Donato e i piloni dell'asse attrezzato sul lungofiume di Pescara (golena Sud) luoghi pasoliniani, ai margini della città, in cui è ancora possibile rintracciare il...
PESCARA. Quartiere Zanni, San Donato e i piloni dell'asse attrezzato sul lungofiume di Pescara (golena Sud) luoghi pasoliniani, ai margini della città, in cui è ancora possibile rintracciare il genius loci, l’umanità nel non-luogo. Immagini che scorrono fluide nel cortometraggio di Dino Viani “Cròma” in prima visione sabato 2 ottobre alle 18, Auditorium Petruzzi - Museo delle Genti d’Abruzzo, in apertura della serata di riflessione pubblica con le comunità cittadine co-protagoniste e partecipi del Murap Festival- Muri per l’arte pubblica a Pescara.
Un progetto culturale promosso da Fondazione Aria e partito lo scorso agosto con la realizzazione dei murali nelle tre aree della città, artisti Ericailcane e Bastardilla, Alessandro Carloni, Antonello Macs, a cura di Alessandro Sonsini. Alle 19.30 e alle 21 (doppio turno per max 20 partecipanti) spettacolo itinerante a cura del Florian Metateatro dal titolo “Bagno Borbonico” con Umberto Marchesani, testo e regia di Giulia Basel, ingresso gratuito. Lo spettacolo è un racconto della città di Pescara e della sua lunga e misconosciuta storia, ambientato in uno dei pochi luoghi capace di testimoniare un passato e una identità, il bagno penale.
La visita-spettacolo prende il via nell’Ala risorgimentale del Museo delle Genti, ovvero nel luogo reale del carcere borbonico di Pescara. «Croma è inteso come colore, i mille colori dell’umanità vera che abita luoghi a margine della città», racconta il regista Viani. «Il nuovo corto è l’ideale continuazione di un lavoro precedente realizzato in collaborazione con il gruppo Stimmung, “La città s'immagina” a cura di Paolo Dell'Elce , con interventi di fotografia contemporanea sui muri di cemento a ridosso della stazione centrale di Pescara, da cui ho tratto il video “La città ci guarda” presentato nel 2007 alla Biennale di Venezia ai Cento giorni di conferenza permanente per Joseph Beuys”».
«Nei quartieri Zanni e San Donato ho trovato accoglienza e partecipazione autentica», dice ancora Viani , «gli artisti del progetto hanno fatto rivivere i personaggi di quella storia minore che ha contribuito a cambiare e migliorare la vita degli abitanti, a Zanni Gianni Cordova e Amerigo Costantini, a San Donato il parroco don Italo Febbo e il preside Fulvio Luciani». Hanno partecipato alla realizzazione di “Cròma” Roberto Camplone, Antonio Caruso, Antonio Catelli, Maruska Ciancetta, Arturo Di Clemente, Nicola Di Giovanni, Graziano Di Leonardo, Antonio Labate, Antonello Parbone, Vittoria Scurti, Assunta Terrenzio, Osvaldo Gilardi cantante Giovanna Maggiolini. (j.f.)